ASCOLI PICENO – Per tutti gli appassionati del grande schermo, ecco la rassegna curata da Gianluigi Ferretti che illustra i nuovi lavori dei registi italiani e internazionali in uscita nelle sale del Piceno.

GLI ANNI PIÙ BELLI, Si raccontano le amicizie, le vite, le carriere, le delusioni, le infatuazioni, i ricordi di quattro amici per oltre quaranta anni. Tre amici Giulio, Paolo, Riccardo insieme a Gemma ripercorrono quaranta anni della loro amicizia, passando dagli anni ottanta, da quando si sono conosciuti, ai giorni nostri. Attraversiamo così anni che che hanno segnato la politica, il costume, il modo di pensare, lo stile, l’evoluzione dell’Italia e del mondo. Tornando ai tre amici, Giulio che da avvocato d’ufficio e votato alla causa dei deboli ed indifesi, passa per soldi e per matrimonio, alla difesa dei ricchi e dei corrotti. Riccardo che da aspirante giornalista e critico cinematografico non trovando lavoro, dopo un matrimonio fallito, si mette a fare l’agricoltore aiutando suo padre. Paolo forse il più onesto e sicuro del suo avvenire riesce a fare l’insegnante di ruolo ed insegnare le materie che tanto ama. Gemma che dopo tanto cercare ed affliggersi troverà l’amore sognato da una vita. La regia di Gabriele Muccino è sfilacciata, inconcludente, a volte banale raccontandoci la storia di questi amici senza incidere molti sui conflitti generazionali e la perdita di ideali ormai sepolti, perché la vita ci riserve delle sorprese e, si rifugia nel solito filmetto generazionale di cinquantenni delusi. Non basta inserire nelle scene belle canzoni per farne un film intelligente e sorprendente, i dialoghi poi sono superficiali, insignificanti e stereotipati. Gli attori Pierfrancesco Favino, Claudio Santamaria, Kim Rossi Stuart e Micaela Ramazzotti, non sono convincenti e cercano di fare quello che possono, forse l’unico da salvare per il suo ruolo è Kim Rossi Stuart. FILM CHE SI PUÒ PERDERE.

MEMORIE DI UN ASSASSINO, Siamo sul finire degli anni ottanta in Corea, quando ancora non era stata divisa e imperava il regime, in un paesino dell’entroterra della regione lontano da Seul avvengono inspiegabili omicidi di donne. La polizia locale con l’ispettore capo e due suoi collaboratori, anche loro ispettori, si trovano a dover cercare prove ed indizi con molta fatica e imprecisione anche perché si è instaurato un clima di paura e sospetti. I due ispettori devono e vogliono trovare subito il colpevole, però , per la loro imperizia, superficialità, inettitudine e sbrigativi non riescono a venire a capo di niente e incolpano sempre persone innocenti estorcendo loro dichiarazioni di colpevolezza fasulle con brutalità inaudita. Dopo le prime tre uccisioni, il Capo della Polizia viene rimosso per incompetenza nominando un’altra persona, ma i due ispettori rimasti vengono affiancati da un ispettore arrivato da Seul. Assistiamo ad altre uccisioni, ma questa volta l’ispettore di Seul segue piste e metodi diversi per arrivare alla verità. Una volta che i tre, dopo conflitti ed incomprensioni, pensano di aver individuato il responsabile di questi efferati delitti, si troveranno difronte ad una verità diversa. Dopo molti anni, ritroviamo uno degli ispettori, che ha cambiato lavoro, ed ora è un manager, nella Corea del Sud, che passa quasi ogni giorno nel luogo dove trovò la prima vittima. La regia di Bong Joon- Ho, asfissiante, tetra anche merito all’assenza di colore, è una critica al regime mettendo l’accento sulla violenza e l’ignoranza in cui versa la polizia stessa con i suoi metodi brutali ed incivili. Il regista Bong Joon-Ho ci regala un altro bel film dopo aver vinto due dei quattro Oscar come miglior regia e miglior film per Parasite. Questo film è del 2003 è solo ora è uscito nelle sale italiane. Gli attori sconosciuti al pubblico italiano sono bravi. Film premiato all’ultimo Torino Film Festival. FILM DA VEDERE.

CATTIVE ACQUE, Film tratto da una storia vera che ancora oggi non si è risolta in pieno in America. Siamo sul finire degli anni novanta, quando, un giovane avvocato Rob Bilott, diventato da poco socio di uno dei più prestigiosi studi di Cincinnati riceve la visita, di due agricoltori, amici di sua nonna, nella località dove lui è nato e cresciuto, che gli portano documentazioni e videocassette e gli chiedono se dopo aver esaminato i documenti e visto le cassette può prendere in carico la loro denuncia contro l’industria chimica Dupont perché sta sversando nelle acque del fiume vicino i loro terreni rifiuti tissici, che avvelenano gli animali . In un primo momento il giovane avvocato rimane sbigottito, incredulo, scettico ma quando comincia ad esaminare le carte e con il passare del tempo e dopo essersi recato sul posto si renderà conto dell’enorme problema di inquinamento e di pericolosità che potrebbe causare a tutta la popolazione e , passa dal difendere le aziende clienti del suo studio, a difendere le persone che hanno subito danni da questo tipo di “ avvelenamento” causato dall’industria che ,con relazioni contraffatte non ha tenuto conto di niente e ha pensato solo a profitti miliardari. Riuscirà dopo molti anni ad avere ragione, ma lui stesso sarà minato nel fisico e metterà a dura prova i rapporti coniugali e di lavoro. La regia di Todd Haynes non nuovo a questi film di denuncia e di inchiesta è asciutta, coinvolgente, precisa e mette l’attenzione su questo immane problema dell’inquinamento, che coinvolge tutti noi e per ottusità di chi ci governa si tende sempre ad ostracizzare o peggio ad ignorare. L’attore Mark Ruffalo che interpreta l’avvocato è intenso e appassionato, gli altri attori tra i quali troviamo Anne Hathaway , Tim Robbins e altri sono nella parte . FILM DA VEDERE. 


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