SAN BENEDETTODopo aver letto la nostra intervista a Leonardo D’Isidori che faceva seguito a sue osservazioni, il nostro lettore Amilcare Caselli ha inteso fare altri chiarimenti su quellao che, al riguardo, è il suo parere con l’ausilio di alcune foto:

Scrive Amilcare Caselli: “Al costruttore vengono concesse due opzioni e non una sola come riportato dai documenti forniti a Riviera Oggi.

Opzione A:  ripiantare 64 essenze protette (calcolate su 32 abbattute, con la legge che dice che se ne devono ripiantare il doppio). Ma c’è anche l’opzione B di cui D’Isidori non ha parlato, ovvero pagare 70 Euro per ogni pianta tagliata: (70 euro a pianta protetta: qui c’è incongruenza rispetto a tante altre multe e sanzioni che prevede il regolamento del Verde del Comune, agli articoli 21 o 39.

Nel regolamento viene detto quello che è indispensabile per inderogabili opere di edificazione e ristrutturazione di costruzione edilizie, all’interno della fascia di rispetto di cui al D.P.R. 753/80.

Per la compensazione al fine di garantire la conservazione e la rinnovazione del patrimonio arboreo, la proprietà è obbligata a compensare le arberature abbattute secondo le seguenti opzioni:

A-reimpianto delle essenze di specie arboree protette (64 cioè il doppio di quelle abbattute). Da fare entro 12 mesi dal rilascio dell’autorizzazione.

B-versamento di un indennizzo ai sensi dell’articolo 3 bis della Legge regionale per una somma di 70 euro per ogni pianta abbattuta.

Il tutto in base al vigente regolamento”

Esiste poi un documento -continua Caselli- nel quale D’Isidori sembra impegnarsi alla ripiantumazione ma manca la spunta della scelta dell’opzione fra il ripiantare e la multa.

PROGETTI
Dal progetto per la  superficie della palazzina si evince -. continua Caselli – che  è quasi tutto asfalto. Palazzina, corti private e 35 posti auto all’aperto. Dove sta lo spazio per ripiantare i 67 alberi che D’Isidori ha dichiarato che ripianterà? Nell’ufficio Gestione Del Verde del Comune non esiste, sempre secondo Caselli, nessuna piantina in cui si vedono le posizioni di ripiantumazione.

Dal progetto per il “piano interrato”:
2) I sotterranei sono la gran parte del lotto. Non è scavato fino al lato ferrovia perché vietato da FFSS.

3) Ci sono 36 garage (il num. 34 scritto a matita nella foto è un mio errore): nel lotto quindi ci sono 71 posti auto.

4) Dai progetti si riporta che in totale (piante protette e non) sono stati sradicati 55 alberi: per ora è una “autocertificazione”, c’è però da confrontare il progetto con la foto dal satellite: si contano più di 95 alberi a mio avviso, non 55.

5) fino a prova contraria è un’autocertificazione anche il conteggio delle 32 essenze protette”.

Dal satellite, secondo Caselli, si vedrebbero ben più di 55 piante. Guarda la foto dal satellite

 

Infine, il cittadino Caselli chiede anche:
a) Dov’è il censimento delle piante protette e non protette?
b) Dov’è il documento botanico che attesta il danno delle radici e del punteruolo?
c) Esiste un documento di smaltimento del legname abbattuto?
d) Che importanza ha per il Comune il regolamento comunale che protegge il verde a San Benedetto?”.

L’eco del contenzioso tra i cittadini Amilcare Caselli e Leonardo D’Isidori finirà probabilmente in Consiglio comunale e anche in Regione dove Caselli, a sua detta, avrebbe trasmesso la sua protesta


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