Toccato il fondo. Innanzitutto mi scuso con il lettori di Espresso Rossoblu e naturalmente con Montero e società per aver sbagliato il numero di punti che la Samb ha conquistato nelle ultime otto gare: cinque punti su 24 e non tre. Tre sconfitte di seguito però sono reali e rischiano di diventare quattro (come tra Virtus Verona e Reggio Audace nel girone di andata) visto che a Piacenza non sarà facile conquistare punti. Ieri si è toccato il fondo perché, a differenza di altre gare, il Ravenna ha vinto meritatamente.

Possiamo però ben ritenere che la vittoria ‘eroica’ di Trieste, invece che lanciare la Samb, come nelle aspettative di tutti, l’ha gettata nella ‘disperazione’ (ieri evidentissima) con tre sconfitte su quattro gare casalinghe come è successo raramente nella storia della società. Potrebbe essere la prima volta. E con formazioni chiaramente inferiori non solo sulla carta ma sicuramente come valori dei singoli.

Un nostro lettore ha fatto la classifica dei punti conquistati dagli ultimi cinque allenatori che hanno recentemente allenato la squadra: Montero è ultimo con la media di 1,27. Tutti esonerati. Soltanto Sanderra a fine campionato (Magi e Moriero due volte perché poi non confermati a fine stagione). Eppure, a detta di molti, la rosa attuale viene ritenuta la migliore della gestione Fedeli.

Oltretutto ieri l’allenatore del Ravenna Foschi ha fatto i complimenti a Montero, una dichiarazione che cozza con quanto ho appena detto sull’organico messogli a disposizione.

Una specie di rebus difficile da spiegare anche se io una spiegazione ce l’avrei. Collima solo in parte con quanto ho sentito ieri dopo la gara “I giocatori sono contro Montero”. Io non credo a queste cose ma mi resta difficile capire perché, dopo aver trovato la formazione base (nella nostra trasmissione “Scienziati nel pallone” lo elogiai per questo preciso motivo) l’ha cambiata spesso, squalifiche a parte.

Con la motivazione che lui li vede durante gli allenamenti, Paolo Montero ha iniziato a centellinare le presenze dei giocatori, i tre attaccanti, che avevano fatto brillare la squadra nella prima parte del campionato: Volpicelli, Cernigoi e Di Massimo. Metterli in discussione è stato, a parer mio, un gravissimo errore. Il fatto che si sono perse le ultime gare dominandole lo spiega abbastanza chiaramente: gli attaccanti hanno bisogno di fiducia per rendere al massimo e fare gol. E anche perché nessuno degli altri ragazzi, nei ruoli specifici, è superiore a loro.

Se invece i motivi sono altri, chi più di mister Montero può spiegarlo. Al tecnico rossoblu, ma forse non credo per colpa sua, va fatto presente che tutti gli allenatori precedenti si sono immedesimati nell’ambiente e nella mentalità sambenedettese, lui  appare invece un corpo estraneo alla vita cittadina. “I giocatori devono vivere la città” mi ha appena detto per telefono un grande esperto di calcio. Per decisione di Walter Cinciripini possono parlare oltre che dopo le gare e partecipare a trasmissioni televisive locali soltanto se i giornali pagano. Su questo fatto interpellai il presidente Fedeli che mi disse di saperlo ma anche che non gli andava di intervenire.

Non mi era mai capitato di assistere ad una cosa simile. Per quel che riguarda Montero non si può giustificare il  suo silenzio con la splendida carriera di calciatore. Che potrebbe averlo portato a sottovalutare un calcio, una città di livello sicuramente inferiore come blasone e come storia. Non credo che sia così.

Però no, non si può giustificare perché qui (ne cito soltanto qualcuno) hanno allenato Campioni del mondo come Piero Pasinati, vice campioni del mondo come Angelo Domenghini, Francesco Moriero nazionale e calciatore di livello mondiale oltre  a grandi calciatori che vivevano a San Benedetto considerandola la loro seconda città (Zenga, Causio, Selvaggi per fare qualche nome) e immedesimandosi nel tessuto cittadino e territoriale.

Insomma i motivi per capire l’attuale momento ci sono (magari per ultimo quello del silenzio) ma meglio di tutti potrebbe farceli capire Walter Cinciripini, nella qualità di Direttore Generale, non uno qualsiasi. Ma l’ex arbitro è coerente: se non fa parlare nessuno della società, figuriamoci se si prende lui l’incarico di parlare alla stampa e quindi alla città.


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