SAN BENEDETTO DEL TRONTO  – Qualche settimana fa ci siamo occupati della “battaglia” che sta portando avanti un cittadino residente in via Volta, Amilcare Caselli il quale, da qualche tempo, ha presentato un esposto alle autorità riguardante la nuova costruzione che sorgerà al posto della storica Villa Bollettini. Caselli, in particolare, era preoccupato per l’espianto di numerosi alberi ad alto fusto, fra cui alcuni pini di Aleppo, una specie protetta. QUI POTETE RIVEDERE L’INTERVISTA REALIZZATA A CASELLI. 

In seguito alla notizia, in queste ore siamo stati contattati da Leonardo D’Isidori, della ditta di costruzioni D’Isidori che è proprietaria dell’area e che ha commissionato ad un’altra azienda, la Ediltesino, la costruzione della nuova palazzina che sorgerà in via Volta. Di seguito le parole di D’Isidori, una replica alle questioni sollevate da Amilcare Caselli nell’intervista rilasciata a Riviera Oggi.

“Io capisco la preoccupazione di Amilcare che abita nei pressi del cantiere perché a volte i cambiamenti possono spaventare” ci dice in apertura D’Isidori “e la gogna mediatica mi va anche bene ma in questa faccenda si vanno a toccare decine di persone e lavoratori che sono coinvolti nel progetto. Voglio però rincuorare Caselli – prosegue – perché le piante che abbiamo estirpato verranno ripiantumate e inoltre voglio assicurare che la procedura ha seguito tutte le norme stringenti previste in questi casi”.

Per prima cosa l’imprenditore si sofferma sull’aspetto ambientale e sulle decine di alberi abbattuti mentre veniva messo in piedi il cantiere. “Siamo obbligati per legge a ripiantumare il doppio delle essenze arboree protette che sono state abbattute e, in via Volta, ripianteremo 67 alberi”. L’imprenditore, infatti si riferisce a 54 pini d’Aleppo (il doppio rispetto ai 27 abbattuti), a 10 piante di Gelso (5 ne erano state abbattute), specie tutelate da una legge regionale del 2005, a cui se ne aggiungono altre tre. In allegato, potete consultarli qui sotto, l’imprenditore ci mostra anche i documenti con cui il Comune di San Benedetto ha prima autorizzato l’espianto e poi comunicato il numero di specie di alberi da ripiantare obbligatoriamente, ovvero 64.

IL PERMESSO DI ESPIANTO

LA COMUNICAZIONE DEL NUMERO DI PIANTE DA RIMETTERE SUL POSTO

“Il lotto è di 2800 metri quadrati e i lavori sui piani interrati coinvolgeranno solo la metà della superficie, 1400 metri. Quindi sui restanti 1400 metri che non verranno scavati c’è tutto lo spazio per ripiantare gli alberi”. Così D’Isidori introduce poi un’altra questione sollevata nell’intervista da Caselli, ovvero quella legata ai volumi sotterranei suppletivi che la ditta potrà realizzare “anche grazie a una norma abrogata pochi giorni prima del rilascio del permesso di costruire in via Volta” diceva Caselli quando lo abbiamo intervistato.

“Le norme sono state rispettate tutte, e anche di più” replica D’Isidori. “Caselli fa riferimento al Piano Casa Regionale che non è stato abrogato, è tuttora in vigore, ma che è stato emendato in alcune sue parti dal recente Piano di Difesa della Costa e che effettivamente in alcune zone, classificate in base alle caratteristiche geologiche, proibisce di aggiungere volumi sotterranei, cosa che invece consentiva una norma del Piano Casa” continua l’imprenditore. “Però il lotto di via Volta non rientra in quelle zone protette dal Piano della Costa e in ogni caso noi abbiamo seguito tutte le procedure e accortezze tecniche previste dal piano appena entrato in vigore, anche se non eravamo obbligati a farlo. Anche per quanto riguarda quello che ho sentito sul nostro permesso di costruire, rilasciato pochi giorni prima della cessazione della norma, voglio precisare che il progetto non è stato presentato alla scadenza, ma era stato presentato al Comune un anno prima”.

Infine l’imprenditore chiosa: “La nostra azienda è attenta all0 sviluppo ambientale, nel 2015 abbiamo anche donato 100 palme al Comune di San Benedetto. Noi abbiamo adempiuto ai nostri doveri e quindi vogliamo esercitare i nostri diritti, voglio difendermi. E non sto parlando di azioni legali, per carità, voglio solo dire le cose come stanno. Il Comune di San Benedetto, così come ogni altro in Italia non ti rilascia permessi se non sei in regola”.

 


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