SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Trentaquattresima edizione del Premio Truentum, istituito nel 1986, per premiare i cittadini migliori della Città di San Benedetto. Quest’anno il premiato è il dottor Giacomo Vespasiani. Di seguito con foto, video e testo la diretta della premiazione. 

Dopo la presentazione di Eugenio Anchini dell’Ufficio Stampa, interviene il sindaco Pasqualino Piunti: “Non ho mai visto tanta partecipazione al Premio Truentum come questa volta, segno che la scelta è indovinata. Oggi San Benedetto è conosciuto anche grazie ai protocolli di cui è stato autore il dottor Vespasiani. Sono convinto che il dottor Vespasiani rappresenta degnamente la città. Con lui c’è anche il dottor Paolo Di Bartolo che poi ascolteremo”.

Si esibisce poi il coro Tebaldini, nell’interpretazione della canzone popolare sambenedettese Giovanni Vespasiani, nonno di Giacomo, che eseguono “Lu neputille” (il nipotino).

Giancarlo Brandimarti aggiunge: “Nel 1995 capì che le poesie degli autori sambenedettesi andavano iscritte in un Cd-Rom, e noi di Ribalta Picena le interpretammo. Il merito è stato di Giacomo Vespasiani, oltre quello di aver racchiuso in una opera omnia tutte le poesie scritte dall’illustre nonno”. Brandimarti legge, poi, la poesia “Samménedette mmì”. Successivamente un’altra poesia dialettale viene letta da Anna Lunerti.

Sempre Anchini legge una sintesi del curriculum di Giacomo Vespasiani: “Ha fondato nel 1982 il centro di diabetologia a San Benedetto e negli anni ’90 ne è stato primario. Ha contribuito a tutte le delibere regionali sul tema del diabete, conta 135 pubblicazioni su riviste nazionali e internazionali e la sua attività è stata guidata allo studio della cura del diabete. Nel 2004 ha formato la prima rete informatica tra i centri di diabetologia delle Marche e oggi il suo sistema è adottato in tutta Italia. Presidente dell’associazione Medici diabetologi italiana, cofondatore di Diabete Italia, direttore del centro studi nazionale dell’Associazione Medici Diabetolici, ha ideato e brevettato diversi sistemi per l’uso dell’insulina tramite telefono prima dell’avvento degli smartphone, e oggi circa 10 mila pazienti in Italia usano la sua App. Ancora adesso collabora con l’Università di Ancona sulla ricerca per la prevenzione al diabete”.

Paolo Di Bartolo, primario di diabetologia all’ospedale di Ravenna e presidente nazionale dell’associazione italiana Diabetologi ha conosciuto molto bene Vespasiani dal punto di vista professionale, interviene per presentare Giacomo Vespasiani: “Giacomo tutto quello che ha fatto lo ha fatto da solo, senza iniziare con una università vicina che lo sosteneva. E ha fatto tanto. Giacomo già alla fine degli anni ’90 ha intuito che era il momento di accelerare in ambito tecnologico, di informatizzare quello che facevamo tutti i giorni, cioè curare le persone. Lui è riuscito a creare una cartella clinica informatizzata dalle grandi prestazioni, usato in mille diabetologie del nostro Paese”.

Vespasiani, commosso, prende la parola e illustra alcune questioni relative alla sua professione: “Ci sono circa 500 milioni di persone nel mondo che soffrono di diabete, soprattutto nel Sud del mondo, e quindi nei prossimi trent’anni si pensa che l’incidenza aumenterà del 30%. Inoltre un adulto su due, con il diabete, non sa di averlo. Inoltre ci possono essere problemi per i neonati che soffrono della iperglicemia della madre”.

“In Italia ci sono 3,6 milioni di persone con il diabete e il 2025 si stima che saranno oltre 4 milioni. Nelle Marche c’è una incidenza inferiore alla media italiana e colpisce soprattutto gli anziani. Inoltre chi ha la laurea ha una incidenza della malattia cinque volte inferiore” continua.

Poi si conclude con i ringraziamenti, ecco il video.


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