SAN BENEDETTO DEL TRONTO – A bocce ferme, è anche il tempo di riflettere non tanto su cosa è accaduto nel cosiddetto “venerdì nero” della mobilità sulla costa picena, ma su alcuni aspetti:

1) perché il caos stradale è arrivato a livello forse mai toccati in precedenza almeno per estensione e durata;

2) se quello che è accaduto può ripetersi e se può accadere presto e, peggio ancora, durante la stagione estiva;

3) se è possibile realizzare un piano di gestione dell’emergenza traffico simile a quello che si organizza da anni quando è previsto maltempo un po’ più eccezionale;

4) chi paga eventuali disservizi.

Cominciamo dall’annuncio di Autostrade, reso pubblico dal sindaco di Alba Adriatica Antonietta Casciotti (clicca qui). Autostrade per l’Italia aveva annunciato la chiusura del tratto tra San Benedetto del Tronto (Grottammare) e Val Vibrata, per la verifica delle condizioni della galleria Colle Di Marzio (che si trova qui), proprio all’imbocco di Martinsicuro, dietro la zona della Torre Carlo V.

La chiusura era imposta dal fatto che, per disposizioni del Tribunale di Avellino le carreggiate dove ci sono dei ponti autostradali sono ristrette per motivi di sicurezza e quindi era “impossibile installare delle deviazioni di carreggiata necessarie per eseguire l’ispezione” alla galleria Colle di Marzio.

Ma nella comunicazione ai sindaci, era scritto che la chiusura sarebbe avvenuta dalle 22 di giovedì 23 gennaio alle 6 di venerdì 24. Invece l’A14 è rimasta chiusa molto più a lungo, fino a sera inoltrata, determinando il caos seguente. E veniamo ai nostri punti, pur in ordine sparso.

1) Da Pedaso a Pescara ci sono 16 gallerie sotto osservazione (clicca qui) di cui sette tra Cupra e San Benedetto e otto se aggiungiamo Colle di Marzio. DOMANDA: quanto accaduto venerdì 24 può ripetersi a breve?

2) Nel caso possa ripetersi, perché non spostare l’eventuale chiusura nella notte tra venerdì e sabato o tra sabato e domenica, quando il traffico è di solito minore e soprattutto non vengono deviati sulle strade urbane i mezzi pesanti? E perché non è stato fatto?

3) Perché i lavori di verifica, che dovevano concludersi alle ore 6, si sono prolungati così tanto? La galleria è sicura?

4) Nel caso si organizzasse una task force Emergenza Traffico, chi pagherebbe eventuali costi superiori alla norma se il caos si generasse per errori o disservizi di Autostrade per l’Italia?

5) Il “venerdì nero” è coinciso con una giornata solitamente difficile per il traffico sambenedettese, perché coincidente con il mercato nel centro cittadino, mentre da mesi ci sono rallentamenti per i lavori in corso in viale dello Sport. In coincidenza con i flussi da e per le scuole la situazione è diventata ingestibile.

Ricordiamo che Autostrade è un concessionario privato di un bene pubblico ed eventuali disservizi – come una chiusura intrasettimanale e non nel fine settimana o come un orario diverso da quello comunicato – rappresentano un costo in termini di tempo, sicurezza e inquinamento che vengono sopportati dai cittadini.

Per ovviare parzialmente a questi problemi, le Amministrazioni locali, magari aiutate dalle Regioni, potrebbero:

a) aumentare il numero dei vigili urbani in servizio;

b) ampliare il numero degli scuolabus in servizio, magari garantendo degli autobus speciali (con accompagnatori) gratuiti;

c) aumentare gli autobus in servizio magari gratuito per qualche ora;

d) rendere transitabili momentaneamente alcune strade chiuse al traffico.

Accorgimenti dunque grandi o piccoli, a costo zero o più costosi, da valutare di volta in volta ma che non possono, crediamo, essere scaricati sulle Amministrazioni. Autostrade deve entrare in questo coordinamento di emergenza e dovrà essere consapevole che, in caso di disservizi, dovrà coprire i costi provocati dalla stessa società. La Regione Marche si deve muovere prima ancora dei comuni, che in molti casi sono piccoli e dotati di poca forza contrattuale. Inutile altrimenti strepitare e ringraziare per piccoli contentini come i pedaggi gratuiti in caso di ritardo.

Che la famiglia Benetton, proprietaria di Sintonia che controlla il 30,25% di Autostrade per l’Italia (fonte qui) e gli altri soci privati, cerchino di metterlo in preventivo.

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