SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Iniziamo, con questo articolo, una breve rubrica su quello che a San Benedetto, a livello urbanistico, andrebbe cambiato perché non appropriato con i tempi e le esigenze della città attuale.

Ad esempio l’ex Gil, situata sul Lungomare Scipioni, quasi a metà tra le due rotonde di San Benedetto e Porto d’Ascoli, oggi ospita la sede distaccata dell’Università di Camerino, Facoltà Biologia della Nutrizione.

Un percorso di studi importante e che non sindachiamo sia ospitato nella città, anzi. Tuttavia lo stabile, l’apprezzabile ex Gil, inserito in un ampio giardino e a ridosso del mare, per di davanti a una delle spiagge libere più estese di San Benedetto, forse sarebbe utilizzabile per scopi diversi e più funzionali alla città.

Senza pretesa di essere precisi, basti pensare a quale attrattiva potrebbe avere la riconversione dell’ex Gil per fini turistici e convegnistici, specie in un periodo in cui il turismo cittadino – così come tutto quello marchigiano – fatica a tornare al livello precedente al 2016. Potrebbe essere un fiore all’occhiello di una città rinnovata.

Non sappiamo se ad esempio a Palazzo Vannicola, in via del Mare vicino alla Rotonda di Porto d’Ascoli, dove ha sede distaccata la Facoltà di Economia dell’Università Politecnica delle Marche, vi possano essere gli spazi per ospitare anche la sede dell’Unicam, creando un vero e proprio polo universitario cittadino.

Fatto sta che San Benedetto dovrebbe chiedersi se siano possibili altri usi dell’ex Gil. O se lasciare tutto così, in questo o altri casi, magari per mancanza di coraggio o di intuizioni più che per impossibilità vera e propria.

Ah, sarebbe il caso anche di riuscire a denominare in maniera attuale questi spazi, ed eliminare la lunga serie di “ex” che accompagnano lo sviluppo urbanistico di San Benedetto, segnale dell’incapacità, sedimentata da decenni, di attualizzare funzioni e spazi del passato.


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