Lettera al Direttore dell’ex dirigente e direttore sanitario

“Sono un grande appassionato di cinema (buona cosa) e un grande appassionato di politica sanitaria delle Marche (cosa molto meno buona). E quindi quando vedo o ricordo un film lo associo a qualche vicenda della nostra sanità di oggi e quando leggo e sento della nostra sanità mi viene in mente qualche film.

Il miglior esempio di questa associazione è la scena di Indiana Jones al mercato (ovvero “il duello breve”, anzi brevissimo), da “Indiana Jones e i predatori dell’arca perduta”. Qui c’è un berbero, definito di solito “sacripante” data la sua imponenza, che sfida Indiana Jones con una specie di scimitarra con cui disegna meravigliosi ghirigori per aria interrotti dal nostro eroe che con grande senso pratico gli spara con una pistola. Ci sono molti aspetti interessanti in questa scena. Pare ne fosse stata prevista una versione alternativa in cui Indiana Jones al posto della pistola usava una frusta (un duello un po’ più ad armi pari), scena alternativa che si può vedere qui. Diversi poi ricordano che questa scena è stata ripresa pari pari da uno dei libri preferiti della mia infanzia, se non il preferito: Un americano (o uno yankee) alla corte di Re Artù, di Mark Twain. Qui lo yankee finito nell’Inghilterra del VI secolo sfida   Sir Sagramor in un torneo e lo fa fuori con la stessa tecnica con cui Indiana Jones fa fuori il berbero (pistola contro spadona). Qui trovate uno splendido commento alle due  scene (film di Steven Spielberg e libro di Mark Twain).

 

Già che stiamo in tema di cinema, nel film “Per un pugno di dollari” di Sergio Leone c’era la scena con la frase “Quando l’uomo col fucile incontra l’uomo con la pistola, l’uomo con la pistola è un uomo morto”. Che potremmo a questo punto completare con “e quindi l’uomo con la pistola è meglio se cerca un uomo con la spada”. Ma adesso veniamo alla sanità delle Marche.

Sono diversi quelli che con analisi “taglienti” a tipo scimitarra provano a intervenire sulla (e stimolare la) politica sanitaria delle Marche. Alcuni esempi: il Gruppo Solidarietà (esemplari i suoi interventi sui criteri di autorizzazione dei servizi sociosanitari); il blog di Franco Pesaresi ( a titolo di esempio rimando ad un contributo sulla presa in carico multiprofessionale della cronicità in cui si fanno riflessioni critiche e propositive sui ritardi del Piano Regionale Cronicità delle Marche); i sindacati, le cui posizioni critiche su consultori e tutela della salute dei lavoratori non hanno di fatto ottenuto risposta; le Associazioni di Tutela (qui un intervento di Cittadinanzattiva);  i cittadini dei Comitati di difesa degli ospedali, come quelli di San Benedetto del Tronto e di Senigallia che reclamano (come dargli torto) almeno trasparenza  nei processi decisionali ed esibiscono analisi sicuramente di parte, ma almeno fondate su dati. Quei dati che la Regione non mette a disposizione per dare un senso comprensibile alle sue scelte. Quei dati su cui il nuovo Piano si sarebbe dovuto basare.

Ma qual è la pistola che usa chi governa oggi la sanità delle Marche? La propaganda che a sua volta spara comunicati stampa. Un esempio tra i tanti è il recente comunicato di commento ai dati ancora non ufficiali, ma comunque noti, della griglia LEA 2018. Tutti sanno che è un sistema ormai spuntato. In ogni caso le Marche con la attuale Giunta sono scesi dal  settimo posto al nono posto. Il che non sembrerebbe un successo. La propaganda è questa: se non ti può convincere cerca di  confonderti.  Ma qui è difficile riuscirci: non siamo al mercato, nemmeno a quello dei voti. Quanto ai berberi volevo prima di concludere ricordare che si tratta davvero di uno straordinario popolo


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