SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Riviera continua ad essere terreno fertile di talenti in vari ambiti sociali e culturali. Personaggi che talvolta sono costretti a lasciare le palme e il mare per affermarsi e trovare una propria dimensione artistica altrove. Senza, però, mai dimenticare le origini.

Nel vasto e complicato panorama musicale, italiano e non, si sta affacciando, con un buon consenso, una giovane musicista sambenedettese. Parliamo della talentuosa Anna Liberati, conosciuta come Anna Belle. La cantante, classe 1988, ha catturato le attenzioni di riviste e portali dedicati alla musica dopo l’uscita del suo primo singolo “St. Valentine”, prodotto da Romolo Dischi. Il noto portale Rockon.it, dopo l’uscita del singolo, ha omaggiato l’artista sambenedettese con un interessante focus.

Un brano accompagnato da una bella clip dove appare una giovanissima Anna Belle, durante la sua infanzia, in alcuni luoghi simbolo di San Benedetto che procurano anche della piacevole nostalgia.

Qui il video ripreso dal canale YouTube Romolo Dischi

Riviera Oggi ha contattato e intervistato Anna Belle, residente a Milano attualmente: una bella chiacchierata per far scoprire ai nostri lettori la sua grande passione per la musica e, ovviamente, il suo prodigioso talento.

Innanzitutto presentati ai nostri lettori, raccontaci un pò di te.

“Mi chiamo Anna Liberati, in arte Anna Belle, e sono una giovane cantautrice italiana nel mondo. Un mese fa è uscito il mio primo singolo St. Valentine, prodotto da Romolo Dischi: anticipa un Ep che porterò in giro con la mia chitarra”.

Quando e come è nata la tua passione per la musica?

“Il viaggio inizia con i primi ascolti: i Beatles, Johan Bez, Lucio Battisti. Con questi grandi riferimenti ho iniziato un passo alla volta a cercare la mia vera identità e la mia cifra espressiva. Avevo 8 anni quando in maniera consapevole ho realizzato che volevo cantare e suonare la chitarra allo stesso tempo. Accompagnarmi alla chitarra mi dava una sensazione di sicurezza. Mi sentivo, musicalmente parlando, autosufficiente”.

Parlaci del tuo percorso musicale fino ad oggi.

“A 8 anni avevo le mani troppo piccole per muovermi agilmente sulla tastiera di una vera chitarra acustica. Così mio nonno realizza apposta per me una chitarra. È un gesto che mi rese estremamente felice e che oggi mi commuove davvero se ci penso. Con la chitarra inizio a studiare la musica: apprendimento ma anche rimozione per poi cercare me stessa. Ho iniziato a scrivere le mie prime canzoni a 15 anni e da lì non ho mai smesso”.

Parlaci del nuovo singolo, da poco uscito.

“Te lo racconto brevemente: è il pomeriggio del 14 febbraio 2014, sono a Londra, nella mia stanza. Chitarra alla mano, inizio a cercare una melodia: una pennata fortuna ed esce la prima strofa. Gli accordi mi piacciono, mi piacciono così tanto che ripeto quella strofa innumerevoli volte. Quegli accordi sono così contagiosi che a poco a poco la bocca inizia a imitarli. Le onomatopee gradualmente si trasformano in parole chiare. Poi, è stato sufficiente seguire il flusso. In quel seme creativo però c’era già un’intelligenza, un’intenzione che non aspettavano altro che di essere espresse”.

Nel video, oltre a spunti della tua infanzia, è presente la San Benedetto di un tempo. Ora vivi a Milano ma qual è il tuo legame con la Riviera?

“Amo Milano e la sua energia. Ma di tanto in tanto ho bisogno di eclissarmi dalla città. Il mare è il mio rifugio“.

Progetti futuri?

“Voglio fare tanti live, auspicabilmente un tour in Europa, tornare in studio a registrare e magari fare anche un bel feature. Il 2020 sarà un anno importante per i miei progetti”.

Hai dei ringraziamenti da fare per tutto quello che hai fatto fino ad ora?

“I miei compagni d’avventura, il produttore Francesco Sacco, l’ispiratrice del progetto Luz Maria Jaramillo (Creative Director Marni), la mia amica fotografa Federica Brambilla che si è imbarcata nel progetto prendendo in cura la realizzazione del videoclip. E poi l’amore, la Vida“.

In bocca al lupo Anna, seguiremo sicuramente i tuoi prossimi passi e incroceremo le dita per te.


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