SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Vista la complessità di un argomento come la Sanità marchigiana e picena, considerato che, dalle dichiarazioni dei politici e del Comitato cittadino sambenedettese, il problema della localizzazione di un nuovo ospedale non è più ai vertici della loro insoddisfazione. Hanno preso il loro posto incongruenze che riguardano il futuro Piano Sanitario regionale.  Per capirci meglio ci siamo rivolti ancora una volta al dottor Claudio Maria Maffei (mai le sue dichiarazioni su queste pagine sono state smentite ma solo ignorate per dare spazio alla propaganda politica), sulla cui esperienza e conoscenza della materia nessuno ha mai posto dubbi. 

Lo spunto ce lo ha dato una nota stampa (clicca qui) del Pd Marche (non ho capito se con l’assenso anche di Italia Viva) nella quale io stesso ho rilevato falle e imprecisioni. 

Primo punto. Il nuovo Piano sociosanitario secondo il comunicato sarebbe frutto di un percorso di ascolto e confronto che non era mai avvenuto prima. Non è vero: molti Piani Sanitari Regionali hanno avuto un livello di partecipazione molto più alto, vedasi quello uscito nel 2003 con Assessore alla sanità il dott. Melappioni. Invece il Piano che è stato approvato dalla direzione regionale del PD delle Marche è stato così poco condiviso che entrambi gli organismi rappresentativi delle forze sociali chiamate ad esprimere un parere si sono espressi in modo molto critico. I rappresentanti di Confindustria e sindacati hanno scelto la non espressione di un parere sull’atto in oggetto (in pratica si sono astenuti). L’altro che ricomprende gli enti locali ha dato un parere favorevole che in realtà nasconde un giudizio molto
negativo sul Piano definito testualmente come avente “un carattere generico e poco discusso”. Altro che “partecipazione come non si era mai vista“.

Secondo punto. Si legge che verrebbe per la prima volta istituito perfino un’osservatorio che monitorerà l’attuazione del nuovo Piano sociosanitario. Affermazione molto discutibile visto che la Regione Marche non rende praticamente disponibile alcun dato sulla sanità. Tanto che in larga misura il Piano non si basa su dati completi ed aggiornati. E adesso da dove salterebbero fuori i dati per il suo monitoraggio?

Terzo punto. Secondo il comunicato ci sarebbe un particolare investimento per le Aree interne anche con l’istituzione di nuove reti per l’emergenza. In realtà questo investimento è previsto da anni, ma azioni concrete e risultati tangibili non ci sono e non si sa quando ci saranno.

Quarto punto. Sarebbe stato portato da questa giunta al massimo il budget di spesa per la sanità pubblica. Ma in realtà il budget per la sanità in realtà lo decide lo stato e non la Regione e quindi non si capisce cosa il Pd intende dire. O forse si intende dire che la giunta precedente (dello stesso orientamento politico) non spendeva tutto il finanziamento che riceveva? Una cosa invece è certa e cioè: il forte incremento del budget dei privati voluto da questa Giunta.

Quinto punto. Gli indicatori ministeriali direbbero che siamo una regione in crescita. Che passiamo da 190 punti del 2015 a 206 del 2018 collocandoci tra le regioni migliori d’Italia. Il comunicato si è però dimenticato di ricordare che siamo passati dalla settima posizione nella classifica delle Regioni di inizio legislatura alla nona posizione del 2018, anno in cui siamo andati anche dietro l’Abruzzo. Se noi siamo migliorati, gli altri sono migliorati di più.


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