SAN BENEDETTO – Tutto cambia dopo quanto comunicato dalla IV Commissione della Regione Marche del 19 dicembre scorso. Ecco il testo: 

“Lo sviluppo della rete ospedaliera marchigiana prevede la costruzione di nuove strutture ospedaliere che rappresentano, per la dotazione di risorse strumentali e professionali, nodi ancor più qualificati per l’assistenza ospedaliera nelle aree geografiche di competenza: Nuovo Ospedale Materno-Infantile Salesi di Ancona, Nuovo Ospedale Marche Nord, Ospedale Unico Ancona Sud INRCA Ancona-Osimo, Nuovo Ospedale di Fermo, Nuovo Ospedale Area Vasta 3, Nuovo Ospedale Area Vasta 5, comunque nel rispetto dei vincoli sui posti letto fissati dalla normativa vigente.

In previsione della realizzazione di queste nuove strutture e ferma restando la titolarità della competenza in tema di sanità in capo alla Regione, occorre prevedere una riorganizzazione della rete ospedaliera di concerto con i territori coinvolti. In particolare, lo schema di protocollo previsto nella DGR 523/2018 per il Presidio del Santa Croce di Fano, che prevede che lo stesso svolgerà funzioni sanitarie integrate con la nuova struttura e con la restante rete, va preso, per la parte che riguarda le strutture pubbliche, come modello regionale da applicare nella previsione dei nuovi Ospedali di area vasta. Detti protocolli, da sottoscrivere tra Regione Marche ed Amministrazioni comunali del distretto sanitario interessato al processo di accorpamento parziale di strutture esistenti, oltre a tenere nel dovuto rispetto quanto previsto dalla normativa, devono tener conto delle specificità territoriali (viabilità, indice demografico, indice demografico-turistico, etc.) e delle specificità sanitarie già presenti.

Per quanto riguarda la costruzione di nuove strutture ospedaliere è da prevedere, inoltre, la predisposizione di un’ accurata analisi costi/benefici, da sottoporre al vaglio della Commissione assembleare competente, sulla costruzione/ammodernamento/manutenzione delle strutture sanitarie regionali prima di avviare l’iter di nuove costruzioni”

Nostra osservazione: In sostanza si dice (o meglio: si lascia intendere) che mentre in una prima versione del Piano per Marche Nord e le due Aree Vaste 3 e 5  si prevedevano tre ospedali unici in sostituzione dei sei ospedali attuali, adesso con questa nuova versione si prevedono 3 nuovi ospedali che sostituirebbero tre vecchi (da dismettere) con accanto uno degli attuali ospedali trasformato in accordo con le amministrazioni comunali del distretto interessato. Per Marche Nord l’Ospedale di Pesaro è quello da dismettere e l’Ospedale  di Fano  quello da riconvertire. Per gli altri due nuovi ospedali nulla è detto, ma è presumibile che quello nuovo dell’Area Vasta 3 sostituirà quello di Macerata (con l’Ospedale di Civitanova Marche che si riconverte), mentre quello nuovo dell’Area Vasta 5 sostituirà quello di Ascoli Piceno con l’Ospedale di San Benedetto del Tronto che si riconverte.  

Ovvia la domanda: in che modo potrebbe avvenire la riconversione degli ospedali di Fano, Civitanova Marche e San Benedetto del Tronto?  L’esempio e quindi il modello arriva da quanto formalizzato tra la Regione e il Comune di Fano. 

“Dopo la realizzazione del nuovo ospedale dell’Azienda Ospedaliera Riuniti Marche Nord, l’Ospedale Santa Croce di Fano sarà uno stabilimento dell’Azienda “Ospedali Riuniti Marche Nord” e continuerà a svolgere funzioni sanitarie integrate con il nuovo stabilimento e con la restante rete. Verranno erogate prestazioni di specialistica e diagnostica di alto livello. Saranno inseriti, in tale struttura, il Pronto Soccorso (con accettazione di tutti i codice colore), la Postazione dell’emergenza territoriale (Potes), i reparti di Chirurgia, Medicina, Ortopedia, la terapia Intensiva (rianimazione) e Medicina di urgenza H24 (MURG). Presso lo stabilimento si svolgeranno funzioni di stabilizzazione e cura ed eventualmente centralizzazione per le patologie che richiedono specifici interventi, secondo le modalità definite nelle reti cliniche con modello Hub & Spoke in coerenza con il DM 70/2015. Saranno inserite attività chirurgiche specialistiche programmate (breast unit). Sarà previsto il servizio dialisi e sarà organizzato anche un DH oncologico in quanto presente il servizio di anestesia a tutela e garanzia di eventuali complicanze. Nell’Ospedale saranno garantite attività di diagnostica per immagini (TAC, RMN, RX, Ecografia ecc,) a supporto del Pronto Soccorso per i pazienti interni e esterni, la specialistica ambulatoriale compresa la chirurgia ambulatoriale e il Day Surgery e la diagnostica di laboratorio nelle modalità previste dalla specifica rete. La neuropsichiatria infantile gestita presso lo stabilimento avrà carattere di tipo territoriale si integrerà con l’attività ospedaliera nella logica della rete regionale. Saranno presenti anche lungo degenza post-acuzie e riabilitazione”

Nostra osservazione: In pratica si stanno per avverare le mie parole in conclusione del nostro Forum del 18 dicembre scorso. In Ascoli quello nuovo di primo Livello (questo il significato della parola ‘dismettere’), a San Benedetto quello attuale da riconvertire.  Ma il vero problema è che manca la minima analisi a supporto di queste scelte, analisi che il Piano, nella nuova versione, prevede come precondizione prima di avviare l’iter di nuove costruzioni (Leggi: “Per quanto riguarda la costruzione di nuove strutture ospedaliere è da prevedere, inoltre, la predisposizione di un’ accurata analisi costi/benefici, da sottoporre al vaglio della Commissione assembleare competente, sulla costruzione/ammodernamento/manutenzione delle strutture sanitarie regionali prima di avviare l’iter di nuove costruzioni”).

Insomma, non si capisce niente. Di fatto per l’Area Vasta 5 si rimanda tutto a non si sa quando. Solita promessa elettorale? Pare proprio di sì. I cittadini sono sempre più soli e in balia di una politica sempre più spregiudicata.


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