PREMESSA IMPORTANTE: mentre stavo per pubblicare alcune mie considerazioni dopo il Forum sulla nostra web Tv di mercoledì 18 dicembre è arrivata la notizia che la quarta commissione della Regione Marche ha apportato modifiche che il titolo del comunicato lascia capire chiaramente “Gli ospedali UNICI diventano NUOVI, cosa cambia”. In pratica una premessa che renderebbe inutile il mio “DisAppunto” ma lo pubblico egualmente perché il Forum merita di andare in archivio con maggiore chiarezza.
Diventa comunque più importante quanto stabilito dalla IV commissione regionale “Gli ospedali UNICI diventano NUOVI, cosa cambia”, i cui particolari potete trovarli fra in Primo Piano.

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WEB TV: FORUM SULLA SANITÀ PICENA – Cosa è cambiato da quando il presidente della Regione, Luca Ceriscioli annunciò in una nostra intervista esclusiva la prossima nascita di un ospedale di Primo livello tra Ascoli e San Benedetto in località Pagliare di Spinetoli? Riascoltarla sarebbe utile.
https://www.rivieraoggi.it/2018/09/08/269913/video-intervista-a-ceriscioli-ospedale-unico-a-bando-entro-il-2019-no-a-due-presidi-nel-piceno/

Praticamente nulla è cambiato eppure nel corso dei seguenti 15 mesi ci sono stati interminabili incontri, decine di conferenze e comunicati stampa che non hanno avuto né un punto di incontro né proposte accettabili. Soltanto tanta promozione personale da parte della politica che mai ha cercato di confrontarsi con la mente libera da interessi strettamente elettorali.

Una dimostrazione evidente l’atteggiamento di coloro (vedi Fabio Urbinati, prima difensore accanito dell’ospedale a Pagliare oggi in trincea per evitare di smentirsi o di stare con i suoi ex compagni di banco che sono passati dal Pd all’ennesimo nuovo partitino di Matteo Renzi, idea del nuovo che in tempi recenti aveva condannato mentre un mese fa l’ha avuta lui. Si sa all’ex sindaco di Firenze piace essere il primo o… nessuno.

Lo stesso Peppino Giorgini, ora che il suo Movimento è diventato alleato del Pd, non sa più che pesci prendere e si è messo anche lui in trincea. Che fine hanno fatto le sue mirabolanti iniziative pro zona San Donato di Monteprandone?

L’unico che, almeno così pare, ha agito per sue convinzioni e senza l’ambizione di ricavarne voti in prossime consultazioni elettorali, è stato Nicola Baiocchi che oggi continua la battaglia ma in modo diverso da come l’ha iniziata e conclusa con una dimostrazione di piazza che è rimasta fine a se stessa.

Insomma improvvisamente tutto tace da un bel po’ di tempo. Provate a chiedervi perché. Io ho cercato di darvi un aiutino con quanto ho scritto prima di questo paragrafo.
Tutte cose che avevo intuito da tempo definendole un mare di confusione, fatta ad arte. Miei pensieri che mi hanno spinto a promuovere un incontro tra le parti in causa e cioè istituzioni ascolane e sambenedettesi, due rappresentanti dei cittadini per un confronto con una persona senza interessi elettorali, Claudio Maria Maffei. Una persona ritenuta unanimamente uno dei medici più esperti se non il più esperto di Sanità (marchigiana in particolare) e delle sue Leggi.
Insomma per la prima volta sull’argomento ‘ospedale unico’ abbiamo messo insieme Ascoli e San Benedetto le città capofila del Piceno. Per motivi personali i due sindaci (Fioravanti e Piunti) hanno fatto intervenire due rappresentanti delle loro rispettive maggioranze.
Qualche lettore ci ha fatto notare che l’avvocato Balloni (Comune Sbt), la signora Acciarri (AP), il dottor Baiocchi, il dottor Nardini sono tutti contrari all’ospedale unico.
Non è vero perché dal dibattito è scaturito che l’ospedale unico può starci ma ad Ascoli o nell’hinterland di San Benedetto. Nardini: “Pagliare sta troppo ad est”, Balloni: “Deve nascere ancora più ad est”, Acciarri: “Dove ci pare ma all’interno di un’azienda ospedaliera come a Pesaro”, Baiocchi: “I costi sono esagerati, si può fare (senza specificare dove. Ndd) ma senza Project Financinc come è stato fatto in altre località marchigiane”.
Gli interventi del dottor Maffei sono serviti per chiarire alcuni concetti sfruttando la sua quarantennale esperienza che oggi sta portando avanti da pensionato con un Blog sulla Sanità molto seguito e apprezzato.
Dalle sue parole sono giunte conclusioni pacate come nel suo stile che però i quattro nostri invitati non hanno capito o più verosimilmente hanno fatto finta di non capire. Conclusione che sintetizzerei così:
a- “Ricorre al Project Financinc chi non ha disponibilità finanziare
b- “Nell’attuale situazione del Piceno, la mobilità con l’Abruzzo (vedasi iniziative ospedaliere nel teramano) potrebbe trasformarsi da attiva a passiva
c- “Ai medici di eccellenza piace lavorare su un numero di abitanti elevato e tanto meno mettersi in concorrenza con colleghi di valore simile a meno di 30 km di distanza e dividendosi un territorio di appena 250 mila abitanti (nel caso di due ospedali di Primo Livello nella provincia picena. Ndd)”
d- “L’idea regionale, per ora soltanto tale (e adesso nemmeno più un’idea visto che tutto è cambiato. Ndd), di un nuovo ospedale di Primo Livello con le due strutture esistenti adeguate al futuro della sanità che riguarderà principalmente la terza e quarta età (sempre di più la stragrande maggioranza degli italiani)”
Aggiungo io con alcune correzioni sui punti nascita (il cambiamento della Legge in fase di studio potrebbe aiutare. Ndd), e su una forma di Pronto Soccorso più snella in grado di andare oltre i codici bianco e verde. Magari con ambulanze più attrezzate e con tecnologie avanzate in grado di non rendere letali quei minuti necessari per arrivare all’ospedale di Primo Livello. Minuti che potrebbero diminuire drasticamente con piani stradali ad hoc. Come per esempio è stato fatto (o promesso) per altri nosocomi, quello di Fermo per esempio.
e- “Questo è il mio consiglio poi fate come vi pare”, la conclusione sottintesa di Maffei.

Per saperne di più e verificare andate ad ascoltare il forum cliccando su https://www.rivieraoggi.it/2019/12/19/299894/web-tv-speciale-sanita-ascoli-e-san-benedetto-a-confronto/
Dura un’ora ma ne vale la pena.

Chiudo con un auguro ‘impossibile’ per il nuovo anno: chi si presenta alle elezioni (di ogni tipo e genere) lo faccia con l’idea di volersi rendere utile per dare un servizio alla propria città, alla propria regione, alla propria nazione, con lo spirito di volersi sacrificare e non con la motivazione comune (quella attuale) di volersi arricchire e di diventare una persona riverita e disponibile a fare favori interessati perché ricoprono una carica che glielo permette. Per esempio in altre nazioni gli esponenti politici pagano per andare allo stadio, al teatro, ad un concerto. In Italia no. Sembra poco ma è alla base di una cultura che in Italia stenta ad arrivare.


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