SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Il Consiglio Regionale impegna la giunta regionale a porre in essere tutte le iniziative affinché la messa in mora sia sospesa e sia contestualmente avviato il confronto con il Consiglio di Amministrazione del Caap per un’auspicabile soluzione condivisa, diversa dal recesso delle quote“: è questo l’ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio Regionale delle Marche al termine di un Consiglio Regionale dilungato per oltre 12 ore e che ha visto proprio nella discussione sul Caap un suo snodo durissimo e complicato.

Che nell’epilogo va a raccogliere quanto chiesto pubblicamente, in conferenza stampa (si ascolti nostro video integrale) dal Consiglio di Amministrazione meno di due settimane fa. Dunque ai punti, per quel che vale, una vittoria importante dell’attuale CdA e del consigliere regionale Fabio Urbinati ma anche del collega sambenedettese di minoranza Peppe Giorgini, ai quali fanno da contraltare il distacco di Piero Celani, pur votando allo stesso modo della minoranza non è mai parso molto attivo nella vicenda, mentre Anna Casini ha dovuto recedere dall’eccesso di burocratismo nel quale la Regione rischiava di avvilupparsi senza cogliere l’essenza politica ed economica di un Centro Agroalimentare Piceno efficiente, oggi, nella provincia con più problemi economici delle Marche.

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Dopo la decisione della Regione di chiedere la liquidazione delle proprie quote (1,92 milioni) della società partecipata, nei giorni scorsi in Commissione Bilancio era passato all’unanimità un emendamento proposto dal consigliere regionale di Italia Viva Fabio Urbinati, con il voto anche di componenti del Partito Democratico.

Tuttavia la discussione in Consiglio è stata poi molto vivace, con la vicepresidente Anna Casini e poi il presidente Luca Ceriscioli che hanno ribadito sostanzialmente la linea. Con numerose proteste da parte dei consiglieri sambenedettesi Peppe Giorgini e dello stesso Urbinati (specie quando Ceriscioli è sembrato non sapere della lettera di messa in mora inviata dall’avvocato Paolo Costanzi al direttivo del Caap per conto della Regione Marche).

La situazione sembrava precipitare per la maggioranza in un muro contro muro con un voto che poteva determinare una spaccatura netta, con Italia Viva e forse Articolo Uno che avrebbero votato con le minoranze e con i consiglieri di Commissione Bilancio del Pd che rischiavano di votare contro il parere della giunta o in maniera difforme rispetto al voto favorevole di pochi giorni fa.

Il capogruppo Pd Micucci, a quel punto, suggeriva di sospendere il Consiglio e di consentire così una riflessione per arrivare ad un accordo “altrimenti prendiamo atto di una situazione che non è condivisa“. La sospensione veniva accordata dal presidente del consiglio “per 5 minuti” ma in realtà si prolungava per quasi mezz’ora.

Al rientro in aula il relatore Giacinti del Pd, presidente della Commissione Bilancio, affermava che si era convenuto di “sopprimere l’articolo discusso per far posto ad un ordine del giorno che consenta di approfondire tutta la complessa vicenda“, il che veniva votato con 24 voti favorevoli, 1 contrario e nessun astenuto.

Unanimità che veniva poi raggiunta nell’ordine del giorno proposto, che ricalca quanto richiesto nella conferenza stampa di qualche giorno fa del Consiglio di Amministrazione del Caap, ovvero un incontro chiarificatore tra il CdA e esponenti della Regione Marche. Infatti si legge nell’ordine del giorno approvato: “Si impegna la giunta regionale a porre in essere tutte le iniziative affinché la messa in mora sia sospesa e sia contestualmente avviato il confronto con il Consiglio di Amministrazione del Caap per un’auspicabile soluzione condivida, diversa dal recesso delle quote”

Potete ascoltare il voto finale al seguente video, dal minuto 1:57:43 (in precedenza la risposta di Ceriscioli e la seduta sospesa).

 


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