SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La questione Picenambiente fa ancora discutere anche dopo il consiglio comunale del 20 dicembre durante il quale l’assise, con 14 voti di maggioranza, ha qualificato come semplice partecipata la società dei rifiuti, cambiando la qualificazione data un anno fa di società a controllo pubblico con analoga delibera che, però, lo scorso 12 novembre, è stata annullata dal Tar.

Flavia Mandrelli, consigliere  comunale di Articolo Uno e tra quelli che, nelle file di opposizione, si sono spesi di più per il caso- Picenambiente rilascia alla nostra redazione alcune dichiarazioni sulla vicenda, soffermandosi anche su alcune dichiarazioni che sarebbero state pronunciate da alcuni esponenti di maggioranza con riferimenti all’operato di chi compilò la delibera sul controllo pubblico dello scorso anno, fra cui c’è il dirigente Roberto De Berardinis. “Mi farò dare la trascrizione della parole pronunciate durante il consiglio comunale di venerdì nei confronti di dipendenti pubblici, è vergognoso politicamente prendersela con chi fa il proprio dovere seguendo la legge” dice Mandrelli.

Sul caso Picenambiente la consigliera continua: “quella delibera, quella dello scorso anno, dobbiamo ricordare che l’abbiamo votata tutti all’unanimità, maggioranza compresa e ora mi aspetto che venga fatto il ricorso al Consiglio di Stato, perché se vengono presentati i ricorsi su questioni come quella di Daniele Primavera a maggior ragione si deve andare in fondo a questioni in cui c’è in ballo la tutela degli interessi della città”. Per Mandrelli, infine, la questione sul controllo pubblico di Picenambiente è anche e soprattutto politica: “A prescindere dalle sentenze e dalla legge Madia voglio capire se e quando i soci pubblici si incontreranno. Voglio capire cosa vogliono fare: se non vogliono che Picenambiente sia una società a controllo pubblico lo devono dire chiaramente”.

 


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