FERMO – La sera del 6 dicembre scorso le pattuglie delle Volanti e della Squadra Mobile della Questura di Fermo intervenivano in emergenza per quella che dapprima sembrava essere una rissa ma che è poi stata ricostruita come una aggressione violenta legata al fenomeno dello spaccio di droga.

La Polizia Scientifica era riuscita a raccogliere tracce di sangue ed a fornire ai colleghi del settore investigativo un dettagliato screening dell’evento, in tutte le sue fasi, raccogliendo prima indizi e poi prove che hanno consentito la disamina delle fasi dell’evento criminoso. Le vittime hanno successivamente fornito indicazioni sui loro aggressori e chiarito alcuni aspetti della vicenda.

Le violenze agite con coltelli e bottiglie di vetro sia nei confronti delle vittime, sia verso un bar di Porto Sant’Elpidio, devastato, avevano da subito evidenziato un panorama connotato da forte disagio, sia per la percezione di sicurezza dei cittadini, sia per la violazione di leggi che prevedono gravi sanzioni penali.

Da allora, c’è stata un’azione sinergica delle Istituzioni: il Questore Soricelli ha disposto sistematici e giornalieri controlli nella zona, con l’ausilio di reparti specializzati della Polizia di Stato di Bologna, Roma e Pescara con la collaborazione di militari dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza.

La zona di Lido Tre Archi-San Tommaso è stata attentamente monitorata, garantendo alla cittadinanza il diritto alla percezione di una sicurezza reale.

In dieci giorni sono state controllate oltre 130 persone e 50 automezzi, ma anche gli appartamenti della zona sono stati monitorati e sorvegliati, per evitare la loro abusiva occupazione. Nel contempo, gli investigatori della Squadra Mobile, seguendo le direttive della Procura della Repubblica, hanno approfondito le indagini e raccolto molte fonti di prova.

A coronamento di tale indagine, ieri 17 dicembre il Gip del Tribunale di Fermo ha accolto le richieste della Procura della Repubblica ed emesso quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di quelli che sono stati individuati come i presunti responsabili delle azioni. Sono un italiano e tre nordafricani, tutti senza fissa dimora e con numerosi precedenti penali e di Polizia, che si ritrovano sistematicamente nell’area di Lido Tre Archi e bivaccano in alloggi di fortuna. I reati a loro contestati sono quelli di violenza privata, lesioni personali aggravate in concorso, porto abusivo di armi, danneggiamento aggravato.

Due di loro erano già stati arrestati dalla Squadra Mobile della Questura fermana il 27 novembre scorso, allorquando aggredirono due poliziotti della Volante che li stavano controllando. Da allora, i due erano stati sottoposti dal GIP del Tribunale alla misura cautelare dell’obbligo di dimora nel territorio comunale di Fermo, ma noncuranti della prescrizione penale, non solo continuavano a delinquere, ma la violavano varcando il confine territoriale con Porto Sant’Elpidio, anche per commettere quei reati al bar. Qualche giorno dopo l’episodio dell’aggressione, il Tribunale aggravava la misura in atto, disponendo la loro custodia in carcere.

Solo uno dei due veniva però rintracciato. Entrambi, proprio ieri mattina, sono stati condannati (uno in contumacia) ad un anno e otto mesi di reclusione, con la remissione in libertà. Una libertà che è durata poche ore. Ieri pomeriggio personale della Squadra Mobile e della Squadra Volante, ha eseguito le misure cautelari, associando alla locale Casa di Reclusione i tre malviventi, mentre proseguono, incessanti, le ricerche del quarto.

La collaborazione sinergica tra Questura, Procura e Tribunale hanno consentito di dare un’ulteriore preciso segnale di presenza dello Stato per il ripristino della legalità.


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