SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del consigliere comunale di opposizione a San Benedetto Tonino Capriotti (Italia Viva) sulla Sanità. Capriotti ha partecipato al recente incontro pubblico sul tema tenutosi all’auditorium comunale di San Benedetto nel pomeriggio di sabato.

“Devo innanzitutto ringraziare il dott. Baiocchi e tutto il comitato perché finalmente si parla di sanità sul territorio. Non era scontato dopo le tante riforme subite dai cittadini, fatte dai nostri pseudo esperti. Finalmente abbiamo una legge seria, il Decreto Balduzzi, e sarebbe bene che la politica lo applichi evitando di interpretarlo, viste anche le dichiarazioni ufficiali di alcuni politicanti riportate dai giornali.

Molto interessanti i dati mostrati, piuttosto inequivocabili, tipo il numero di accessi ai pronti soccorso, il numero dei posti letto, il numero degli abitanti ecc… sui quali non si può discutere. Discutibili invece i confronti tra territori disomogenei. Non possiamo confrontare la provincia di Ascoli con quella di Pesaro e Macerata. Se le vogliamo confrontare dobbiamo ragionare come vecchia provincia considerando anche Fermo.

Altri punti fermi da tenere come riferimento sono le due mozioni votate all’unanimità dal Consiglio comunale di San Benedetto, che in sintesi rivendicano un nuovo ospedale sulla costa e nel frattempo che siano ripristinati tutti i servizi collegati all’emergenza al Madonna del Soccorso, come previsto dall’organizzazione dell’area vasta. Mentre sul primo punto sembrano essere tutti d’accordo, come dichiarato dall’ex sindaco di Ascoli Castelli, tutti tacciono sui servizi tolti al Madonna del Soccorso senza una valida ragione. Questo mi preoccupa perché a rimetterci sono i servizi ed i cittadini nel presente.

Inoltre a mio avviso, a danneggiare la sanità in generale sono le eccezioni e le deroghe, tipo gli accordi particolari. Questi generano una voragine perché fatta l’eccezione tutti sono autorizzati a pretenderla. Alla fine la legge non viene applicata. Mi riferisco agli accordi fatti dal presidente della regione. Io sono dell’avviso che la legge si debba applicare, punto e basta. Le eccezioni non possono essere né la regola né di parte, favorendo alcuni rispetto ad altri. Da qui il malessere palpabile su questa gestione. In conclusione, io propongo un’applicazione della legge in modo chiaro rispondendo solo alla medicina, ed un passo indietro di tutti i politici, troppo presenti negli uffici dei dirigenti sanitari”.


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