SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Peppe Giorgini ci ha dichiarato di aver presentato un esposto alla Guardia di Finanza circa l’Utic di San Benedetto, la famosa Unità di Terapia Intensiva Cardiologica, lo ha fatto durante il discorso tenuto all’assemblea pubblica sulla Sanità organizzata nel pomeriggio dai quartieri di San Benedetto all’auditorium comunale. Sostanzialmente Giorgini scrive della comunicazione dei livelli di assistenza che la Regione ha fatto al Ministero della Salute,  “la Regione Marche ha dichiarato che per l’Area Vasta 5 di Ascoli Piceno ci sono 2 Cardiologie e 2 Emodinamiche” scrive il consigliere. “In realtà però questa situazione non sembra rispecchiare la realtà”.

DI SEGUITO IL TESTO INTEGRALE DELL’ESPOSTO CHE RICEVIAMO DA GIORGINI E PUBBLICHIAMO 

Oggetto: Ospedale Madonna del Soccorso di San Benedetto del Tronto, Unità Terapia Intensiva Coronarica (UTIC) – Verifica ministeriale Livelli Essenziali di Assistenza (LEA): Esposto.

La Giunta della Regione Marche, con Deliberazione 1554 del 19 novembre 2018 rubricata “Documento tecnico di ricognizione dello stato di attuazione del decreto ministeriale avente ad oggetto “Regolamento recante definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera”, ha approvato l’atto con il quale – dopo aver proceduto ad un processo di riorganizzazione pur in assenza di un atto di programmazione generale (Piano sanitario regionale) – “fotografa” e quindi attesta le attività messe in atto nel tempo per adeguare l’assistenza ospedaliera e territoriale regionale alle linee guida emanate a livello nazionale e segnatamente al decreto ministeriale 70 del 2 aprile 2015 “Regolamento recante definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera”. Per ciò che attiene l’assistenza ospedaliera la suddetta riorganizzazione ha riguardato la dotazione dei posti letto, la riorganizzazione dell’assetto dei presidi ospedalieri, la ridefinizione delle reti cliniche e dei modelli assistenziali compresa la rete per le emergenze cardiologiche, ecc.

Per lo stabilimento ospedaliero di San Benedetto classificato DEA di I livello è stata censita tra l’altro, la disciplina o specialità clinica (D.M.n. 70/2015) di Cardiologia, di Terapia intensiva e di Unità coronarica nell’ambito della Cardiologia. Analoga situazione organizzativa ha riguardato lo stabilimento ospedaliero di Ascoli Piceno, anch’esso classificato nell’ambito della rete dell’Emergenza-Urgenza DEA di I livello.

In sostanza la Regione Marche ha dichiarato che per l’Area Vasta 5 di Ascoli Piceno ci sono 2 Cardiologie e 2 Emodinamiche. In realtà però questa situazione non sembra rispecchiare la realtà di fatto a seguito del progressivo strisciante smantellamento dei reparti posto in essere dalla regione e dalla governance dell’Area Vasta 5.

E questo avveniva dopo che la precedente Giunta regionale, con la delibera di giunta  1345 del 2013, aveva manifestata la forte preoccupazione per “la smobilitazione delle Unità Coronariche dalla fascia costiera [che] potrebbe creare problemi soprattutto nel periodo estivo quando il carico lavorativo si raddoppia per il flusso turistico”.

Ora siamo al punto che il Ministero della Sanità sa che a San Benedetto c’è una Utic, la Giunta Regionale dice che c’è una Utic, quando in realtà non c’è perché incompleta. Questa la situazione reale che gli risulta:

UTIC PREVEDE
16 INFERMIERI ce ne sono 12
11 MEDICI ci sono 6 medici
PRIMARIO no
CAPOSALA no

Ora, il citato atto ricognitivo della Regione Marche di cui alla DGR n. 1554/18 è stato inviato al Tavolo Ministeriale per il monitoraggio dell’attuazione del Decreto ministeriale 70 del 2015 di cui all’Intesa sancita il 2 luglio 2015 dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano e al Tavolo di verifica degli adempimenti e al Comitato permanente per la verifica dell’erogazione dei Lea (prestazioni e servizi che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini: v. da ultimo Decreto del presidente del consiglio dei ministri del 12 gennaio 2017 di cui all’Intesa sancita il 23 marzo 2005 dalla stessa Conferenza.

A tal riguardo si fa rilevare che a livello statale è operativo un”Sistema di garanzia” attravero il quale il Governo assicura a tutti i cittadini che l’erogazione delle prestazioni e dei servizi compresi nei Livelli essenziali di assistenza avvenga in condizioni di qualità, appropriatezza ed uniformità.

Per garantire la verifica dell’erogazione e dell’appropriatezza dei LEA nel SSN è operativo presso il Ministero della Salute il Comitato permanente con il compito di verificarne l’appropriatezzaq e l’utilizzo delle risorse, nonché la congruità tra le prestazioni da erogare e le risorse messe a disposizione.

Il Patto per la Salute 2010-2012 ha previsto di utilizzare un set di indicatori (la cosiddetta “Griglia LEA”) che è lo strumento con il quale viene certificato il “Mantenimento dell’erogazione dei LEA” (adempimento E previsto dall’Intesa Stato Regioni del 23 marzo 2005) ai quali sono tenute le Regioni per accedere al maggior finanziamento del SSN.)

In pratica se dal Comitato Lea, a cui viene affidato il compito di monitoraggio annuale sull’erogazione dei Lea, dà un punteggio sufficiente (da 160 a 200 – la regione Marche è a 201) si ottiene il 3% in più di trasferimenti come quota premiale. Questo documento che prevede di fare, ogni anno, una ricognizione per vedere se vengono rispettati gli standard qualitativi previsti dal decreto suddetto (Lea) è racchiuso nella Delibera di giunta regionale 1554 del 2018 della Giunta della Regione Marche, e a pag. 29 si può ben vedere che nell’Area Vasta 5 stabilimento di San Benedetto risulta esserci una Utic che in realtà non c’è, e nello stabilimento di Ascoli Piceno in più c’è l’Emodinamica.

Il fatto quindi che la Regione Marche abbia comunicato, e quindi confermato, al Ministero della Salute che nell’Area Vasta 5 ci sono due UTIC e un’Emodinamica”, e che nell’ospedale di San Benedetto esiste una Utic completa, appare inverosimile e non corrispondente al vero. Per quanto sopra esposto lo scrivente richiede di effettuare le opportune verifiche sulla situazione del Reparto di Cardiologia di San Benedetto al fine di accertare la reale erogazione dell’assistenza e se questa corrisponde a quella comunicata al Ministero della Salute al fine di ottenere la quota premiale del 3% e quindi se si è in presenza o meno del reato di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato (articolo 316 ter codice penale) o di altri eventuali reati. Distinti saluti.”


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