SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Vuoi mettere i 51 milioni di buco di gestione di Aerdorica o gli altri, svariati, dell’Interporto di Jesi? Lì la Regione Marche è intervenuta, per ripianare. Invece al Centro Agroalimentare Piceno non solo non ci sono mai stati investimenti ma tutto è rimasto in silenzio finché le perdite annue sono state anche di centinaia di migliaia di euro all’anno, con lodi sperticate che arrivano ancora nel 2017 da parte della vicepresidente Anna Casini (“Centro Agroalimentare da valorizzare, la Regione farà la sua parte“) nonostante il conto finale di quell’anno sia stato di un rosso di 849 mila euro.

Invece oggi, nel 2019, con uno storico pareggio di bilancio alle porte, la Regione Marche vuole liquidare le quote della partecipata, dunque ad un prezzo che potrebbe essere inferiore a quello di mercato, mentre il Caap è entrato nella rete di Italmercati e ha stretto accordi con il Centro Agroalimentare di Roma nell’autosostenibilità economica e finanziaria.

Non siamo matti, è questo mondo che è matto e l’unico modo per descriverlo è affidarsi alla satira della crew “C’era una volta San Benedetto” con i suoi meme.


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