SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nuove denunce alla Procura, un asse con l’attuale Presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, un attacco ai “Comitati di Affari e taluni politici che hanno spolpato il Centro Agroalimentare”. Peppe Giorgini, consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle, affiancato dall’attivista Serafino Angelini, torna sul Centro Agroalimentare Piceno con una serie di affondi molto pesanti con alcune rivelazioni anche sensazionali, pur se Giorgini evita di fare i nomi delle persone interessate.

“Hanno munto di continuo la vacca Centro Agroalimentare fin dalla sua nascita, nel 1997 – inizia Giorgini – Qui ci stanno di mezzo tutti i politici che hanno fatto la storia del Piceno negli ultimi 20 anni” afferma, sventolando il fascicolo di una ricerca della Guardia di Finanza, che riguardava indagini nei confronti di sette amministratori, indagine però archiviata dal Tribunale di Ascoli nel 2009: “Farò riaprire questa inchiesta, ci sono informazioni incredibili”, afferma il pentastellato.

“Il problema non è il Centro Agroalimentare ma chi lo ha preso per bancomat” continua. Nel comunicato stampa letto e di cui riportiamo il video integrale, Giorgini parla di “comitati di affari capitanati da politici locali” i quali “cercano in tutte le maniere possibili di far liquidare il Centro per poi poterlo acquistare a prezzi irrisori. Sono convinto che questo sia lo scopo in quanto sono venuto a conoscenza, da persone attendibili, che un imprenditore ascolano si è incontrato in un ristorante di San Benedetto con dei politici piceni dove, in quell’occasione, gli è stato proposto proprio l’acquisto del Centro Agroalimentare dopo una eventuale messa in liquidazione”.

A tal proposito Giorgini fa anche presente un suo colloquio con il Presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli il quale, circa un mese fa, si sarebbe detto all’oscuro di alcune decisioni prese in merito al Centro Agroalimentare Piceno, a partire dalla recessione del contratto di affitto della Assam Marche, per oltre 36 mila euro annui, e dalla volontà manifestata dalla Regione di liquidare le quote (il che comporta una vendita obbligata delle stesse e quindi non al valore di mercato).

Qui il video al riguardo:

Ceriscioli, a quanto dichiara Giorgini, si sarebbe detto interessato a spostare altre strutture della Regione Marche negli spazi del Caap, che si trova a pochi metri dall’ingresso dell’A14. Si fa riferimento ad esempio ad alcuni uffici che si trovano in viale Indipendenza, ad Ascoli. Per questo è in fase di invio una richiesta ufficiale di fornitura di spazi per la Regione Marche, che sarebbero offerte in permuta dal Centro Agroalimentare Piceno rispetto all’acquisto delle quote detenuta dalla stessa nel Caap. Quindi: pagamento delle quote alla Regione da parte del Caap non in soldoni ma in affitto di spazi, compresi alcuni per la Protezione Civile. Una bozza di tale possibile richiesta è stata già inviata a Ceriscioli lo scorso 28 novembre.

Un attivismo, quello del consigliere del M5S, che lo ha visto mediare anche tra il Caap e il Centro Agroalimentare di Roma e Italmercati, la rete di centri estesa in tutta Italia.

Serafino Angelini, esponente pentastellato, presente alla conferenza stampa, aggiunge: “Oltre alla parte politico-amministrativa, vediamo che il Centro Agroalimentare ha avuto molti problemi di tipo gestionale. Ma questa era una idea buona, quando è stato pensato non ce ne erano simili dalla Romagna alla Puglia. Non dobbiamo rilanciare il Caap ma lanciarlo. Tantissimi produttori della nostra zona non aspettano altro che avere un luogo del genere per stanziarsi qui anziché spostarsi di 70 chilometri per andare a Pescare o ad Ancona”.

“Questo è un luogo perfetto anche per destagionalizzare i flussi turistici, è il luogo ideale anche perché non provoca problemi urbanistici o di trasporti e infrastrutture” continua Angelini.


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