SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La prevenzione contro le dipendenze patologiche legate al consumo di droga è lo scopo del servizio messo in atto dalla Cooperativa Sociale Cooss Marche, che è attiva nel territorio con un’attività continuativa di informazione nelle scuole, con ragazzi, genitori e docenti, e attraverso degli infopoint dentro o davanti ai locali notturni, soprattutto della costa.

Nell’anno 2018, la Cooperativa ha effettuato un’indagine su un campione di 300 ragazzi delle classi quarte e quinte delle scuole superiori. Dai dati, è emerso che il 45% dei ragazzi ha provato la cannabis.

In merito al fenomeno di utilizzo di sostanze che provocano dipendenza, l’assessore alle Politiche Sociali Emanuela Carboni afferma: “San Benedetto non è un’isola felice rispetto a ciò che accade nelle altre città. Il fenomeno è in espansione ed è motivo di preoccupazione. Per questo vogliamo fortemente divulgare i dati che il servizio ha svolto”.

Simona Marconi, coordinatrice dell’Ambito Territoriale Sociale 21, specifica che questo servizio nasce da una programmazione dipartimentale delle dipendenze patologiche e che gli obiettivi vengono definiti in modo congiunto tra ambito sociale, terzo settore e il dipartimento dell’Asur Marche, Area Vasta 5.

Prosegue poi Claudio Cacaci, direttore del Dipartimento Dipendenze Patologiche, conferma la diffusione del fenomeno di assunzione di sostanze stupefacenti nel territorio: “Una delle mie preoccupazioni è che l’età per l’assunzione delle droghe si sta abbassando: anche a 15 anni si fa uso di cocaina. Questa tendenza verso il basso è veramente preoccupante, perché la cocaina così come la cannabis può provocare danni cerebrali permanenti. Rischieremo di avere delle persone che mostreranno nella migliore delle ipotesi dei disturbi comportamentali significativi, che possono sfociare in gravi malattie psichiatriche, come addirittura la schizofrenia. La falsa tolleranza è quanto di peggio ci possa essere”.

“I dati dell’abbassamento dell’età di utilizzo di sostanze stupefacenti sono confermati dal fatto che nel caso dei minori entra in campo l’ambito sociale”, specifica Simona Marconi.

Infine Roberto Giostra, coordinatore del servizio Cooss Marche, spiega la metodologia con cui la prevenzione viene portata avanti nelle scuole: “Non ci poniamo come autorità che hanno delle informazioni da trasmettere. Il rischio è la scarsa fiducia dei ragazzi più a rischio verso noi adulti: per reazione, si mettono in una posizione contraria. In secondo luogo, un fattore ricercato dall’adolescente è la paura. Quindi ciò che è pauroso e pericoloso diventa attraente. Piuttosto, noi lavoriamo sui fattori di protezione, tramite momenti di ascolto. In questo modo si dà l’idea di un adulto attento che i giovani riconoscono come una persona degna di fiducia”.

Di seguito i dati relativi all’indagine 2018 della Cooss Marche sull’uso di alcool e sostanze stupefacenti.

 

 


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