SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una sentenza del Consiglio di Stato, la numero 7874 del 2019, che ha rigettato l’intero comparto balneare italiano nel caos: è datata 19 novembre e la Sezione 6 del Consiglio di Stato si è pronunciato contro la proroga al 2033 delle attuali concessioni demaniali, provvedimento, quella della proroga, preso dal governo Conte 1.

“Il governo precedente non ha fatto un decreto attuativo della legge che prevede la proroga, quindi questo deve essere approvato da questo governo, ovvero Partito Democratico e Movimento Cinque Stelle – spiega Giuseppe Ricci, presidente di Itb Italia – Se non avviene, o almeno non ci sia una lettera o raccomandazione ai Comuni di applicare la legge, considerata questa ultima sentenza, i funzionari e i sindaci non si sentiranno rassicurati ad applicare la proroga. Dobbiamo muoverci subito, in maniera urgente. Per questo attendiamo di incontrare il sindaco di San Benedetto, anche se non abbiamo grandi speranze”.

Un altro imprenditore balneare di San Benedetto fa notare: “La Sezione 6 il 19 novembre ci dice che la proroga non è efficace, pur se la norma non è stata disapplicata da questa sentenza. Però appena un mese prima, il 18 ottobre, la Sezione 5 del Consiglio di Stato si era espressa favorevolmente alle proroghe di questa legge. Due giudici, due giudizi diversi. Come si può far turismo in questa Italia del cavolo. Il turismo delle nostre spiagge si basa sugli stabilimenti balneari, eccellenza italiana”.

“Vorrei ricordare che il Consiglio di Stato non fa le leggi e pertanto non si capisce perché il demanio ora in carico al comune non si adoperi ad applicare una sacrosanta legge del parlamento italiano in vigore da un anno. Le concessioni in essere a San Benedetto scadono il 31 dicembre 2020. Cosa aspettiamo? Sindaco Piunti se ci sei fatti sentire” conclude.


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