SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Incontri “nelle chiuse stanze” dei direttivi dei comitati di quartiere con la giunta Piunti? Rifondazione Comunista di San Benedetto dice “no”, perché “non è questa la funzione dei comitati di quartiere”.

“Apprendiamo dalla stampa che la giunta sambenedettese ha creato una nuova formula per interloquire con i Comitati di Quartiere: un calendario di date nelle quali si incontreranno con i direttivi per ascoltarli riguardo le problematiche dei loro rispettivi quartieri, un quartiere per volta e nelle stanze chiuse della sala della giunta comunale – scrive il circolo di Rc in una nota – Potrebbe sembrare una buona iniziativa, tuttavia non è tutto oro quel che luccica”.

“Infatti questa modalità con la quale la giunta sta costruendo il suo rapporto con i Comitati  non è prevista dal regolamento di funzionamento degli stessi. Inoltre non ha a nostro avviso nulla a che fare col concetto di partecipazione dei cittadini alla vita politica della città – continua – Il considerare il direttivo di un Comitato come un interlocutore politico rappresentante dei cittadini è un errore e presuppone un’interpretazione sbagliata di quello che sono i Comitati stessi”.
“Del resto lo stesso sindaco Piunti afferma di considerare i presidenti dei Comitati di Quartiere come i sindaci dei quartieri. Ma questa visione è assolutamente errata, poiché i Comitati di Quartiere non hanno quel ruolo di rappresentanza dei cittadini che spetta invece al Consiglio Comunale. Essi sono organismi di partecipazione e ciò significa che devono lavorare per favorire e stimolare la partecipazione attiva dei cittadini all’Assemblea di Quartiere, nella quale l’amministrazione è presente e pubblicamente dà risposte a coloro che vi partecipano. Appare evidente quindi la totale disarmonia fra ciò che i Comitati dovrebbero essere e ciò che nella realtà sono” scrivono quelli di Rifondazione.
“Rigettiamo quindi questo modo di operare dell’amministrazione, che come al solito predilige gli incontri riservati alle assemblee pubbliche – va notato infatti come il sindaco non partecipi mai alle assemblee di quartiere – col prevedibile e scontato risultato di sempre: da questi incontri usciranno ancora le famose liste della spesa di ogni quartiere e l’amministrazione cullerà i desideri dei vari direttivi promettendo di intervenire” conclude la nota.

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