CONFUSIONE. La nostra intervista esclusiva a Claudio Maffei ha destato grande interesse in tutto il Piceno con il risultato importante di aver fatto chiarezza sul problema del nuovo ospedale di Primo Livello nel nostro territorio e su una realtà oggi indiscussa sul piano tecnico ma di più della logica. Concetto che riassumo con queste sue parole: “In questa area (il Piceno) sulla base dei dati che ho la realizzazione di un nuovo ospedale di primo livello con due strutture dedicate alla post-acuzie ed alla cronicità dove oggi sono gli attuali presidi che confluirebbero nell’ospedale unico mi sembra la scelta su cui ragionare. Certo che occorre risolvere tante questioni collegate: finanziamento, collocazione, ecc”. Realtà che tutti riconoscono e hanno riconosciuto sin dall’inizio (fino a ieri infatti l’unico problema era quello della collocazione): “Ci sta bene l’idea-progetto della regione Marche ma la nuova struttura la vogliamo più vicina“. Alla costa San Benedetto e comuni limitrofi, in Ascoli Fioravanti e Castelli.

Non potendo dar torto a Maffei il comitato di Nicola Baiocchi (di seguito un suo comunicato integrale) e il consigliere comunale sambenedettese Giorgio De Vecchis (sicuramente in buona fede) rispondono oggi a Maffei con elucubrazioni (Dai vocabolari: un vortice di complesse ed inutili elucubrazioni cerebrali, che spesso lasciano uno stato di inquietudine e di incertezza ancora più grande) che, magari involontariamente, contribuiscono a fare quella confusione che, invece volontariamente, vogliono sindaci di San Benedetto e Ascoli che non intervengono nel merito ma continuano nel loro furbo silenzio (furbo per chi non capisce) per arrivare ad un traguardo che è più elettorale che buono per le comunità picene. 

Mi spiace aver messo il dottor Maffei in una situazione che lo sta disturbando, visto che la sua intenzione era soltanto quella di far capire certe cose che qui non si capiscono o non si vogliono capire. Motivo per cui riprenderemo il discorso sanità su queste pagine (a meno che non accadono fatti clamorosi) soltanto facendoci promotori di un incontro tra Baiocchi, il sindaco Piunti, il sindaco Fioravanti, un esponente di un ipotetico comitato di Ascoli (se c’è) e Maffei. Sempre se l’ex direttore sanitario dell’Inrca sarà ancora disponibile.

Basta quindi con comunicati e contro comunicati che confondono i cittadini invece di informarli correttamente.

IL DIRETTORE

IL COMUNICATO DI NICOLA BAIOCCHI

Un breve commento ad alcune dichiarazioni del dottor Claudio Maffei, pubblicate sul giornale Rivieraoggi, esperto ed amico, che riguardano la sanità dell’Area Vasta 5. Dichiarazioni di ineccepibile chiarezza e precisione tecnica, alcune delle quali già esposte dal Comitato nei mesi precedenti.

“Un Pronto Soccorso c’è solo in presenza di un ospedale per acuti che lo supporta direttamente”. Quindi smettiamola, una volta per tutte di farneticare di tre ospedali o di tre Pronto Soccorso. Come affermato da Ceriscioli l’ospedale per acuti sarà solo quello di Pagliare.

“I Punti di Primo Intervento (PPI) sono stati superati dal solito Decreto Ministeriale 70”. Infatti nel D.m. 70 i Ppi sono temporanei e sono attivi nelle 12 ore diurne con i Medici di Medicina Generale sino a quando l’ospedale non sia completamente trasformato in presidio territoriale senza Pronto Soccorso.

“Non esistono Servizi di Pronto Soccorso che fanno solo i codici minori”.
Spiegato e rispiegato dal Comitato che ha anche portato gli esempi del Policlinico Umberto I°, del Policlinico di Tor Vergata e di altri ospedali, parlando anche di “disciplinare” con le regole di applicazione: si tratta di ambulatori gestiti, anche questi, dai Medici di Medicina Generale per le 12 ore diurne e per sei giorni la settimana. In questi ambulatori non è possibile trattare nessun tipo di trauma.

“Il destino dei due attuali Presidi di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto in caso di
costruzione del nuovo ospedale … [diventeranno] strutture per la cronicità e la post-acuzie”.
Come affermato a più riprese da Ceriscioli e come fatto notare anche dal Comitato sin dalla sua prima uscita pubblica. E ora l’affermazione più significativa fatta dal dottor Maffei.

“Non è immaginabile tecnicamente che nell’Area Vasta 5 ci possa essere una Azienda Ospedaliera e quindi un ospedale di II livello”.
La parola tecnicamente rende le osservazioni di Maffei precise e puntuali ma, allo stesso tempo ci obbligano a confrontarci con quello che è politicamente reale, non immaginabile.
In data 9 giugno 2014 la Giunta regionale, con delibera 697/14 istituì la Potes turistica nel territorio di Gabicce mare per la stagione estiva. Spesa a carico dell’Asur, non dell’Area Vasta 1. Non è citato alcun dato di spesa. Gabicce mare ha 5.711 abitanti al 2018 e la spiaggia dista poco più di 1 chilometro dalla sede della Croce Rossa di Cattolica e poco meno di 3 chilometri dal Pronto Soccorso dell’ospedale. La motivazione addotta fu la richiesta del Direttore di area vasta “in considerazione dell’imminente stagione turistica e dell’ingente flusso di persone”. Con il seguente orario: postazione temporanea H12 dalle ore 8 alle ore 20 – tutti i giorni – postazione temporanea H12 dalle ore 20 del venerdì e sabato fino alle ore 8 del giorno successivo Nel 2017 il periodo di apertura della Potes fu portato dal 15 giugno al 10 settembre con un importo di base d’asta di 35 mila euro.

Nel 2018 con delibera 685 e nel 2019 con delibera 731 dell’Asur sono state create due Potes: Gabicce mare e Numana-Sirolo. Entrambe con infermiere. Il costo non viene indicato.

In data 27 giugno 2019, con la determina 751 dell’Area Vasta 5 (non dell’Asur) sono state attivate attivate in via sperimentale due Potes a Cupra e Grottammare con Croce Verde e Misericordia: quindi senza infermiere. Costo complessivo: 21.863 ossia 10.932 per postazione. Durata: dal 29 giugno al 1° settembre. Orario: dalle 10 alle 18 (quindi H8).

Si consideri che Cupra Marittima ha 5.348 abitanti (363 in meno di Gabicce) ma dista 9 chilometri dal Pronto Soccorso di San Benedetto. Grottammare ha 16.073 abitanti e dista 4,5 km dal Pronto Soccorso.
L’11 aprile 2019, durante la conferenza tenuta ad Ascoli da Ceriscioli, un noto politico locale affermò: “questa Giunta fa le parti uguali”.

Pesaro ha un’azienda ospedaliera e un Dea di 2° livello senza avere né il bacino di utenza minimo (600 mila), né il numero di accessi al PS previsti dal D.m. 70 (70 mila). Quindi tecnicamente impossibili. Ma politicamente realizzati, come la Potes con l’infermiere a Gabicce mare.

Quello che il Comitato chiede è che se si deve decidere sulla sanità in termini tecnici, come giustamente afferma Maffei, allora i parametri di riferimento devono essere uguali per tutti. Sia a Gabicce che a Cupra o Grottammare. Sia a Pesaro che a San Benedetto e a Macerata. Se invece il discorso si basa su valutazioni politiche perché noi dovremmo essere sempre penalizzati? Perché i nostri politici abbassano sempre la schiena senza mai protestare? Anzi, perché capita anche che siano loro stessi ad insultarci?

18 novembre 2019 Il Presidente del Comitato
“Salviamo il Madonna del Soccorso”
Dottor Nicola Baiocchi


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