SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La tutela delle aree umide è lo scopo del progetto Crew. L’attività del terzo meeting, che vede protagoniste Italia e Croazia, si conclude a San Benedetto che, nello specifico, persegue lo scopo di tutelare la Riserva Naturale Sentina.

L’incontro, moderato da Eugenio Anchini dell’Ufficio Stampa di San Benedetto e addetto stampa del progetto, è avvenuto all’Hotel Progresso, alla presenza di stakeholders, partner italiani e croati e rappresentanti provenienti dal mondo dell’associazionismo, dei professionisti e delle istituzioni.

“Crew ha come obiettivo quello di valutare le possibilità di realizzare un contratto per mettere insieme risorse, teste, competenze ed energie per la costruzione di un nuovo modello per la gestione delle aree umide”, spiega Eugenio Anchini prima di cedere la parola all’assessore alle Politiche Ambientali Andrea Traini, che aggiunge: “Nel corso del secolo, in Europa due terzi delle zone umide sono scomparse e questo porta alla perdita della biodiversità e delle opportunità naturalistiche. L’obiettivo è arrivare a soluzioni concrete per migliorare l’ambiente e sensibilizzare le persone sul tema. Questo progetto pone le basi dal cosiddetto Contratto di Fiume”.

A prendere la parola è poi il presidente della Riserva Sentina Ruggero Latini, che ringrazia la Capitaneria di Porto, i Carabinieri Forestali, la Regione Marche e Abruzzo, comuni limitrofi, scuole, stakeholders, Legambiente e Amici della Sentina. “La partecipazione di tutti questi soggetti fa comprendere il livello di attenzione per questa situazione. Il progetto ha un riscontro sulla qualità della vita, la qualità del mare, la catena alimentare e tutto ciò che ne consegue. Di solito si interviene post emergenza, mentre questo è un approccio nuovo a cui dobbiamo abituarci perché consente di mettere in comune buone pratiche di integrazione. In questo modo si cambia mentalità verso le problematiche dei cambiamenti climatici”.

Albano Ferri, presidente dell’Associazione Sentina, pone l’attenzione su due aspetti importanti del progetto: “All’unanimità è stata riconosciuta come criticità il fenomeno dell’erosione della costa. In secondo luogo, è stata lanciata l’idea che la Sentina possa diventare il Central Park di San Benedetto. Come associazione, ci poniamo l’obiettivo di monitorare gli interventi e renderli noti”.

Per le istituzioni interviene Mauro Colarossi, comandante della Capitaneria di Porto che risponde al quesito sul perché la Guardia Costiera si interessi di zone umide: “L’ambiente marino vive in osmosi con l’ambiente terreno e forte è l’importanza di biodiversità e aree produttive. Alla Sentina si ha la sensazione di vivere in un mondo che si diversifica nell’Adriatico, è come fare un salto nel passato. È una cartina di tornasole fantastica e l’interesse a preservare un mondo così importante è sicuramente una priorità”.

Per il mondo dei professionisti, il geologo Serafino Angelini sottolinea l’importanza della tutela delle zone umide anche per le attività produttive: “Geoinformazione e qualità delle acque sono aspetti sempre più importanti. Molto spesso la conoscenza del territorio porta allo sviluppo e mantenimento delle risorse”.

L’incontro si è concluso con la presentazione dei partner del progetto Crew, provenienti da Italia e Croazia: l’università Iuav di Venezia, l’Unione territoriale intercomunale Riviera Bassa Friulana, l’Istituzione pubblica per la protezione delle aree della Contea di Dubrovnik, l’Istituzione pubblica Natura Istria, l’Agenzia per Occupazione e Sviluppo dell’area nord barese Ofantina e l’università di Camerino.

 

 


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