SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Di due giorni fa la sentenza del Tar di Ancona che ha annullato la delibera 61 del dicembre 2018 con cui il consiglio comunale all’unanimità faceva rientrare Picenambiente nella Legge Madia e nella fatispecie delle società a controllo pubblico.

Da quel giorno è iniziata una battaglia dell’opposizione affinché la delibera venisse applicata, con tanto di diffide al sindaco e numerose conferenze e comunicati stampa sul tema. Adesso che il tribunale si è espresso si chiude un capitolo, anche se è possibile che la sentenza venga impugnata al Consiglio di Stato, dal Comune di San Benedetto oppure addirittura dal Ministero dell’Economia che si è costituito in giudizio per l’inammissibilità del ricorso della stessa Picenambiente.

L’opposizione intanto vuole parlare della situazione della partecipata, del rosso in bilancio che si prospetterebbe per il 2019 e del destino dei suoi lavoratori visto che la questione del controllo pubblico di Picenambiente, finora (almeno secondo le dichiarazioni della sigla Ugl) è stata indicata dai vertici della partecipata come uno dei motivi ostativi al tanto sofferto rinnovo del contratto aziendale dei lavoratori. In questo senso la minoranza vorrebbe discuterne a breve nel corso di una commissione consiliare.

Intanto alcuni dei consiglieri che più si sono battuti sulla questione Picenambiente non hanno fatto mancare i loro commenti alla sentenza. Qui ad esempio quello che scrive Rosaria Falco su Facebook. 


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