GROTTAMMARE – “PicenAmbiente che servizio darà durante e dopo la Fiera di San Martino edizione 2019 insieme al referente della gestione dei rifiuti secondo le buone pratiche di un comune Plastic Free?”: inizia così una nota stampa della consigliera comunale del Movimento Cinque Stelle a Grottammare, Alessandra Manigrasso, che coglie l’occasione della festa grottammarese per fare il punto (critico) in merito alla gestione della raccolta rifiuti gestita dalla società partecipata. Nella nota l’esponente pentastellato auspica che la Picenambiente torni pienamente a controllo pubblico, come votato in Consiglio Comunale.

“Con PicenAmbiente non abbiamo avuto, malgrado la nostra apertura e disponibilità un buon “feeling” in questi anni. Siamo stati l’unica forza politica che sia attraverso la stampa che in consiglio comunale ha sempre espresso una posizione decisa nei confronti di PicenAmbiente SpA – scrive Manigrasso – Abbiamo evidenziato che la raccolta differenziata fatta con i mastelli e con i cassonetti condominiali genera forti criticità. Infatti oltre al disagio sia per i lavoratori che per i cittadini la raccolta differenziata, è qualitativamente scadente”

“Avevamo chiesto pubblicamente la presenza di un amministratore di PicenAmbiente SpA, durante la discussione del bilancio previsionale comunale, per confrontarci sulle attività, sulla qualità del servizio e sui futuri piani strategici industriali della Partecipata visto gli alti costi di gestione, ma il sindaco lo ha ritenuto inopportuno e tale confronto non c’è stato” continua.

“Giunti al periodo estivo abbiamo subito l’ammorbamento dell’aria per la mancata pulizia di cassonetti soprattutto dell’umido, ma ad oggi la situazione non è mutata nonostante i cassonetti non risultano più stracolmi come qualche mese fa – scrive l’esponente grillina – Malgrado il servizio offerto da questa partecipata sia oggettivamente insoddisfacente, PicenAmbiente, notizia di qualche settimana fa ha pubblicamente e indistintamente bacchettato i comuni colpevolizzandoli per i ritardi nei pagamenti dei servizi ricevuti”.

“Abbiamo letto dai giornali di un buco di un milione di euro goffamente giustificato non per colpa loro ma dovuto alla perdita dell’appalto da 10 milioni di euro per il recupero e smaltimento macerie post sisma, al pagamento degli interessi passivi causati dai ritardi dei comuni nel pagare il servizio, e alle assunzioni di nuovo personale che sono un aggravio che l’azienda sostiene” si legge nella nota.

La critica si sposta poi sul piano amministrativo: “Tutto ciò avrebbe dovuto scuotere e indignare i nostri amministratori, invece abbiamo assistito al più totale dei silenzi. La nostra Amministrazione comunale sistematicamente assume un ruolo subalterno e nello stesso tempo elogiativo dell’agire di PicenAmbiente, anche, quando non raggiunge gli obiettivi, sia per il servizio offerto, sia che per il metodo seguito”.

“Visto il servizio reso, visto che Grottammare non è tra i comuni in ritardo con i pagamenti non riteniamo opportuno continuare ad avere un rapporto eccessivamente accondiscendente e da subito necessita porre un elenco di richieste qualificanti il servizio – si legge – L’azienda, la smetta di mandare “messaggi subliminali” ai lavoratori, se dovesse passare così come è giusto che sia a controllo pubblico i lavoratori sarebbero solo più garantiti. Grottammare così come altri comuni hanno votato per il controllo pubblico, lo rammentiamo ai vertici della PicenAmbiente”.

Conclude la Manigrasso: “Infine ciò che ci stupisce di più è il silenzio assordante dei vertici politicizzati all’interno della società, che trovano mille occasioni per uscire sui giornali ma stranamente non per difendere i lavoratori, gli utenti del servizio o gli interessi delle amministrazioni”.


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