UN BRUTTO AFFARE Dopo i fatti di Ancona inizia ad essere sempre più vero che la corruzione – magari con azioni simil mafiose – si stia allargando in tante regioni che non si chiamano Puglia, Campania, Sicilia e per certi versi metropoli come Roma e Milano.

Giusto per capire, fa veramente grande effetto sapere che sono stati arrestati un geometra del Comune ora in carcere a Montacuto, mentre sono agli arresti domiciliari i titolari di imprese specializzate in lavori edili stradali, un socio di due ditte di costruzioni, un titolare di un’impresa edile.

Nove funzionari perquisti e indagati a vario titolo per reati di abuso di ufficio, truffa, turbativa d’asta, un assessore ai Lavori pubblici con le stesse motivazioni dei funzionari, il vice sindaco e assessore all’Urbanistica e Commercio per turbativa d’asta, gli assessori alle Manutenzioni e alla Cultura per omissioni di atti d’ufficio.

Dall’indagine tramite intercettazioni della polizia denominata “Ghost Jobs”, è molto chiaro il sospetto (anzi qualcosa di più) di un cartello di imprese  tra privato e pubblico per denaro e donazioni, quelle che in gergo vengono definite ‘bustarelle’ o tangenti.

Un cerchio magico insomma che sta diventando sempre più preoccupante anche nella nostra Regione. Speriamo che il Piceno ne sia esente anche se sono d’attualità da noi notizie riguardanti presunti conflitti di interesse e potenziali reati.


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