GROTTAMMARE – Bella e impossibile. Torniamo ad interessarci di Villa Azzolino, lo splendido – ed ora un po’ decadente – edificio Seicentesco che si trova all’imbocco della strada che conduce al Paese Alto di Grottammare. Bella, decadente e impossibile? Perché nessuno sembra disposto a pagare quanto richiesto dalla Congregazione del Clero, l’istituto della Curia Romana il cui Ufficio Amministrativo è competente in materia di amministrazione dei beni ecclesiastici.

Tre milioni e duecentomila euro è la somma necessaria per acquistare il bene, proprio sull’indicazione della Congregazione per il Clero al quale si è rivolta la parrocchia e la diocesi di San Benedetto. Immobile dunque vendibile ma a precise condizioni. Che nessuno sembra però accettare.

Villa Azzolino in vendita. Servono 3 milioni. Don Giorgio Carini: “Contatti con possibili acquirenti”

C’erano stati, un anno fa, degli interessamenti ma tutto tace da molti mesi. Il nuovo parroco don Federico Pompei, succeduto a don Giorgio Carini, lo conferma: “Nessuno sembra intenzionato ad acquistare Villa Azzolino. Qualche tempo fa un mio conoscente ha detto che forse qualcuno era interessato, ma poi non ho visto né sentito più nessuno”.

Villa Azzolino allora da bella, diventa sempre più impossibile e soprattutto decadente? Don Federico, se l’affare non andrà in nessun porto, spera che con un qualche investimento l’edificio progettato dall’architetto Luigi Bernini, fratello del celebre Gian Lorenzo, possa tornare ad essere fruibile in qualche modo: “Magari come un centro pastorale della diocesi” afferma.

Dal nostro articolo di un anno fa, di seguito, un po’ di storia:

Stiamo parlando di un edificio dal notevole valore storico e architettonico: costruito nella metà del ‘600, venne restaurato nel 1794, come ricorda una lapide posta sopra il cancello di ingresso, al momento a rischio crollo (si guardi la foto). 

Progettata dall’architetto Luigi Bernini, fratello del celebre Gian Lorenzo Bernini, Villa Azzolino deve il suo nome al Cardinale Decio Azzolino, nato a Fermo. Il Cardinale commissionò la realizzazione dell’edificio pensato come dimora per il riposo e l’arte. Qui vissero oltre al Cardinale anche la regina Cristina di Svezia, convertita dal protestantesimo al cattolicesimo e amica intima – i maligni vociferano qualcosa di più – del Cardinale. Molti artisti sono stati ospitati nelle sue stanze, ospiti di Virginia Azzolino Pianetti, erede della famiglia. Per non citare Guglielmo Bonaparte, fratello di Napoleone ed ex re di Westfalia. Nel secolo scorso una dépendance fu acquistata dallo scultore Pericle Fazzini, che la utilizzava per i propri lavori artistici.

In passato esisteva anche un passaggio segreto, utilizzato in caso dei frequenti attacchi pirateschi che falcidiavano la costa picena, che conduceva sia verso la spiaggia che verso la collina, anche se poi è stato murato”.


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