SAN BENEDETTO DEL TRONTO  – Progetto Ex Remer, dopo alcune scintille nell’ultimo consiglio comunale, torna a parlare l’opposizione. Lo fa con Tonino Capriotti, da poco passato a Italia Viva e al gruppo misto. L’ex Pd fa un excursus storico del progetto: “Il piano particolareggiato di recupero urbanistico fu approvato dal Consiglio Comunale nel 2012. Esso riguardava 10 zone della città, di cui una la numero 20 – Remer S.r.l. Via del Cacciatore – prevedeva la realizzazione di un insediamento di più edifici al posto del vecchio capannone, noto in città per il suo tetto ancora in amianto. La superficie Utile lorda edificabile era pari a mq 12.798, di cui il 15% esattamente 1.978 mq destinato ad edilizia sociale” ricostruisce Capriotti che ricorda come i vincoli posti dal settore Urbanistica della Provincia in conformità alle disposizioni introdotte dal parere dell’ex Genio civile, hanno costretto il privato a modificare il progetto iniziale. Parte della cubatura prevista, infatti, quella destinata ad housing sociale pari a 3408 mc, “è stata compensata con relativa monetizzazione, calcolata secondo i parametri relativi al costo dell’edilizia residenziale sovvenzionata, gli stessi criteri di calcolo utilizzati per la zona speciale 2 – Nidis s.r.l. – ubicata in Viale dello sport” spiega il consigliere.

Poi l’attacco alle decisioni di Piunti & Co.: “Questa amministrazione ha accolto la proposta di monetizzazione dell’edilizia sociale, destinandone i fondi derivanti, pari ad euro 3.093.500, alla realizzazione di opere pubbliche, disattendendo lo scopo principale della delibera del Consiglio Comunale originale che era il motivo fondante di questa variante urbanistica, lasciando all’housing sociale soltanto 1.000.000,00 di euro (meno di un terzo del valore originario) senza prevedere ne dove e ne quando saranno costruite le abitazioni popolari”. 

“La proposta di Italia Viva va nella direzione della riqualificazione dell’area senza modificare l’obiettivo iniziale, quella relativa all’Housing sociale” spiega Capriotti. “Noi chiediamo all’Amministrazione di realizzare con la monetizzazione innanzitutto i 3.408 metri cubi previsti per l’edilizia sociale e di destinare l’eventuale avanzo ad opere pubbliche, soprattutto in considerazione delle tante domande di abitazione in attesa giacenti in Comune e del fatto che la motivazione profonda della variante urbanistica sta proprio nel bisogno sociale di abitazioni. Si propone infine di recuperare a tal fine i vecchi immobili di proprietà del Comune e di realizzare in essi gli appartamenti programmati”.


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