SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Faranno bene mister Montero, il presidente Fedeli e anche il direttore generale ed ex arbitro internazionale Cinciripini a “non parlare degli arbitri” per non dare alibi, così dicono, ai giocatori.

Ma forse l’eccesso di signorilità dello staff tecnico e dirigenti rossoblu sta, invece, dando alibi proprio agli arbitri. Che nelle ultime quattro partite hanno letteralmente “massacrato” la squadra rossoblu con un insieme di decisioni sempre unidirezionali e sempre contro la Samb. Troppo, davvero, per pensare al caso.

Contro la Virtus Verona gol annullato con tre calciatori che tenevano in gioco Gelonese; fallo da rigore su Rapisarda trasformato in punizione fuori area (tutto confermato dalle immagini); espulso Di Pasquale e a partita finita Di Massimo con tre giornate di squalifica (perché la società non ha fatto ricorso?).

A Padova, oltre a graziare Mandorlini nel primo tempo, un fallo di punizione fuori area trasformato in rigore.

In casa con il Vicenza espulso il portiere Santurro dopo tre minuti per un fallo che poteva essere sanzionato anche con il giallo.

Ed ultimo, forse l’episodio più clamoroso di tutti, oggi a Reggio Emilia. Assegnati 5 minuti di recupero, corner per la Regio al 95’10”, battuto oltre il 95′ 30”: Fusco si appresta a prendere il pallone ma un avversario, che non potrà mai deviare la palla con la testa, prova a raggiungere il pallone con la mano e così facendo colpisce il braccio di Fusco, che cade a terra con palla in rete.

Persino  Scappini, l’autore del fallo, non esulta nonostante la palla sia in rete e si rivolge all’arbitro per scusarsi. Eppure per Carella di Bari il gol è regolare. Incredibile.

Ci sarà spazio poi per una analisi tecnica ma la serie consecutiva di arbitraggi a cui abbiamo assistito – senza dimenticare la severa espulsione di Santurro a Cesena – ha pochi precedenti andando a memoria e getta a nostro parere un’ombra, almeno quanto a competenza ad essere buoni, su questo campionato.

 

 


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