ROSETO DEGLI ABRUZZI – Ancora una brutta storia di violenza tra le mure di casa, stavolta nel Teramano.

Il 29 ottobre la Polizia di Atri è intervenuta a Roseto degli Abruzzi e ha proceduto all’allontanamento dalla casa familiare di un 39enne straniero, in quanto colto nella flagranza del reato di maltramenti in famiglia ai danni della coniuge, 36 enne di origine straniera, e dei tre figli minori (15, 10 e 6 anni di età).

Nel dettaglio i poliziotti sono intervenuti su chiamata al 113 di uno dei figli della coppia, che aveva segnalato una lite in famiglia, nel corso della quale il padre aveva aggredito sia lui che la madre. Giunta immediatamente sul posto, la pattuglia è riuscita in breve tempo a ricostruire una storia di ordinarie violenze sia fisiche che psicologiche perpretate dall’uomo sulla moglie ed i figli, iniziata sin da quando il nucleo risiedeva in un comune del Nord e continuata in un crescendo di atteggiamenti di sopraffazione che era culminato nella serata del 29 ottobre nella ennesima aggressione del 36enne, per motivi di gelosia.

Dopo aver rotto il cellullare della moglie, l’uomo, infatti, l’ha presa per il collo come per strangolarla alla presenza dei figli, che terrorrizzati hanno inziato ad urlare. Nel tentativo di difendere la madre, il figlio 15enne è stato a sua volta colpito con un pugno in testa e subito dopo, riuscito a rifugiarsi nella cameretta della casa portando in salvo i più piccoli, ha contattato il 113.

L’immediata ricostruzione dei fatti operata dai poliziotti, che ha fatto emergere una situazione insostenibile e mai denunciata alle forze dell’ordine, nonostante il costante clima di terrore in cui vivevano le vittime, ha portato, previa autorizzazione del Pm, all’allontanamento dalla casa familiare dell’aguzzino, che dovrà rispondere del reato di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali ai danni della moglie e dei figli (10 i giorni di prognosi per la moglie e il figlio 15enne).

Questa mattina, 31 ottobre, si terrà l’udienza di convalida dinanzi al Gip del Tribunale di Teramo, Marco Proccaccini.

 

 


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