CITTÀ A LED. San Benedetto del Tronto ha in cantiere una novità importante, qual è il passaggio dall’illuminazione tradizionale a quella a Led che garantisce negli anni un notevole risparmio energico e quindi economico.

Prima di entrare nel merito della trattativa in corso, riteniamo doverose alcune nostre considerazioni.

È, infatti, ormai abbastanza chiaro che l’attuale amministrazione Piunti non si sta dimostrando all’altezza di una città come San Benedetto del Tronto né tanto meno, ad un anno mezzo dalla fine del mandato, sta mantenendo quanto promesso in campagna elettorale. Tanta ‘normale amministrazione’ che non può bastare ad una città che ha avuto innata una vocazione futuristica  che l’ha fatta diventare quello che è. Vocazione che è ferma però da almeno 4 lustri con pesanti ripercussioni sulla sua identità turistica e industriale.

Per non parlare di alcune manovre che fanno apparire la giunta Piunti chiusa in se stessa, destando sospetti che sicuramente non fanno bene a loro e ai cittadini.  Abbiamo in carniere una serie di piccole inchieste tramite nostre domande mirate e confronti. Se ce lo permetteranno.

Infatti, dopo le vicende controversie riguardanti Piscina comunale, Ballarin, scuola Curzi, ospedale unico (sono molto curioso di conoscere il responso di un incontro all’uopo tra Piunti e Fioravanti), nei giorni scorsi ne è giunta un’altra che desta all’apparenza sospetti ancor più grandi di quelli precedenti. Anche se speriamo di sbagliarci.

Mi riferisco alla pubblica illuminazione della città, trattata martedì 8 ottobre in una riunione tra sindaco, vice sindaco, l’assessore Traini, dirigenti comunali e funzionari, alla presenza della ditta attualmente concessionaria del servizio, la Cpl Concordia. Sul tavolo il passaggio alla tecnologia Led su diecimila punti della città.

Una trasformazione necessaria che ha un costo elevato ma sicuramente utile per il notevole risparmio futuro. Tutto bene ma il Comune si guardi bene, appunto per i tantissimi euro in ballo, dall’assegnare i lavori ad una qualsiasi ditta senza un regolare bando.

Non sarebbe però nemmeno sbagliato, almeno credo, se i lavori fossero affidati con notevole risparmio a chi, come la Multiservizi, è alle dipendenze del Comune. Si eviterebbe anche il pericolo di un costoso contenzioso tra aziende concorrenti, come accaduto quando l’illuminazione fu affidata alla Cpl Concordia dalla giunta Gaspari.


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