SAN BENEDETTO – Ricevo e pubblico una lettera a me indirizzata, nella quale il mittente Avv. Ermanno Consorti mette in luce molto chiaramente (sicuramente meglio del sottoscritto) i motivi per cui la decisione di costruire un ospedale di Primo Livello a Pagliare di Spinetoli e far diventare di base i nosocomi di Ascoli e San Benedetto, sia la soluzione migliore e oserei dire finalmente giusta per la Riviera Picena e hinterland. Leggetela attentamente.

“Caro Direttore, sto leggendo con interesse i Suoi interventi su Riviera Oggi in ordine alla manifestazione del 19 Ottobre indetta dal Comitato “salviamo il Madonna del soccorso”, ed ho deciso di inviarLe questa lettera aperta per esprimerLe il mio apprezzamento per il Suo coraggio civile di manifestare dissenso nei confronti di un movimento che sta captando molte simpatie tra la popolazione sambenedettese. Ed io sono d’accordo con le considerazioni che Lei ha esplicitato nell’articolo apparso il 9/10 u.s.
Preliminarmente credo sia corretto da parte mia fornire l’informazione che io sono il consulente legale, insieme alla collega Francesca Isgro’ dello studio Orrick di Roma, di un gruppo di imprenditori locali che hanno intenzione di costituire un raggruppamento temporaneo di imprese per presentare una proposta progettuale ai sensi dell’art. 183, comma 15, del D. lgs. 50 del 2016 per la costruzione dell’Ospedale di primo livello del Piceno, così come previsto dal piano sanitario regionale.
L’informazione ho ritenuto di premetterla onde evitare facili illazioni di bassa lega (che comunque non mancheranno, ma che non considerero’ degne di risposta, salvo che non superino i limiti di una discussione civile), ma il mio intervento viene svolto in qualità di iscritto al PD di San Benedetto del Tr. per protestare sulle dichiarazioni rese dal Segretario dell’Unione Comunale, che ha assunto una posizione favorevole alla manifestazione senza prima coinvolgere l’Organo direttivo dell’Unione Comunale.
Il PD, a quanto mi risulta, a livello provinciale ha assunto una posizione unanime a favore dell’Ospedale di primo livello, che è nettamente contrastante con la dichiarazione resa dal signor Alnsi. Per questo motivo ho chiesto le sua dimissioni.
Quanto dirò è il frutto di un convincimento raggiunto dopo aver letto documentazione e studi sulla politica sanitaria.
Fatte queste premesse, passiamo al merito di questa mia lettera.

Partiamo dal nome “Salviamo il Madonna del Soccorso”, nome che evoca il pericolo imminente della chiusura dell’ospedale cittadino, facendo rimanere una città come San Benedetto priva del presidio ospedaliero. Niente di più falso.
Innanzitutto diciamo che nella città di San Benedetto esistono ben tre strutture ospedaliere: Villa Anna, Stella Maris ed il Madonna del Soccorso; tutte strutture che forniscono prestazioni sanitarie pagate con soldi pubblici.
E poi far passare il messaggio subliminale che l’attuale governo regionale vuol chiudere l’ospedale cittadino, significa diffondere una fake news e su questa falsa informazione far insorgere la paura di rimanere senza assistenza sanitaria e, giocando su questa paura, indicare come soluzione, per scongiurare il pericolo, quello di impedire la costruzione dell’ospedale di primo livello.
Ma il piano sanitario regionale non prevede (si ripete: non prevede!) la chiusura del Madonna del Soccorso, eppure il messaggio subliminale che si sparge è quello che bisogna salvare il Madonna del Soccorso. Misteri della politica? Ma questa è una domanda retorica. Ma vi sono ulteriori questioni che il Comitato non affronta e non so se per scelta o per altre ragioni.
Se il Comitato civico apriva una discussione pubblica sul livello qualitativo del servizio pubblico offerto nella nostra zona, sarei stato il primo ad aderire e dare il mio contributo. Perché questo è il vero problema che dovrebbe interessare la comunità.
Si può dire senza ombra di smentita che qualunque cittadino del Piceno, se dovesse riscontrare problematiche di salute veramente serie, se va bene si rivolge ad una struttura sanitaria di Ancona per affrontare le cure che il suo caso richiede, quando non deve affrontare viaggi molto più lunghi e costosi, tipo Bologna, Milano o, addirittura, all’estero.
Ritengo che non sia necessario descrivere quali problematiche si generano all’interno della famiglia del soggetto malato che per curarsi deve emigrare dalla Regione di residenza; costi, persone che si spostano per lunghi periodi per assisterlo, etc.
Ma queste sono problematiche che chiunque ha avuto la sfortuna di incorrere in una grave problema di salute, conosce bene e qualunque soggetto sano di mente intuisce, anche se non ha vissuto l’esperienza.
Ebbene, se queste sono le problematiche che viviamo, veramente la battaglia da compiere può essere racchiusa in questo slogan farlocco e fuorviante “Salviamo il Madonna del Soccorso”?

Non era opportuno iniziare a dire che, se si vuole fare un ospedale nuovo di primo livello, è necessario che questa struttura sia in grado di rispondere alle reali esigenze di una sanità pubblica del nuovo secolo? E’ troppo chiedere che nel Piceno venga realizzata una struttura sanitaria di eccellenza in grado di far fronte a problematiche di salute serie?
Il Comitato si straccia le vesti sulla localizzazione della nuova struttura, ma non affronta un discorso di come deve essere la sanità pubblica. Cita (in maniera errata, peraltro) il decreto Balduzzi (senza distinguere tra la legge Balduzzi ed il decreto sulla riorganizzazione sanitario) ma non si confronta sul Piano sanitario regionale, in discussione in questi giorni in Regione.
Da queste incongruenze si ricava facilmente la conclusione che il Comitato Civico, sorto su basi sbagliate, in realtà non è che l’ennesimo tentativo di alcuni di voler acquisire visibilità su un tema sociale sensibile, per poi spendere questa visibilità nelle prossime elezioni amministrative (siano esse regionali o comunali).
E quello che rimprovero al segretario Alfonsi è che non si rende conto che questo movimento civico è stato monopolizzato dal centro destra e dall’attuale Sindaco e che la Sua adesione equivale a mettere volontariamente la propria testa sul ceppo, senza neanche l’intervento del boia.
Rinnovo l’invito: ALFONSI DIMETTITI”

Grazie per l’attenzione,

Avvocato Ermanno Consorti, patrocinante in Cassazione

AGGIORNAMENTO DEL DIRETTORE

L’avv. Consorti è stato un buon profeta. Le “facili illazioni” infatti ci sono state come può notare dai commenti sottostanti. Di che ‘lega’ sono non spetta a me dirlo. Anche se non mi è sembrata ‘bassa’. Come sempre io ho semplicemente cercato di apportare chiarimenti elencando alcuni miei punti di vista.


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