CUPRA MARITTIMA – Com’è noto qui c’è un Museo Malacologico noto in Italia e nel mondo per la qualità, la varietà e finanche la rarità di milioni conchiglie che da decenni sono raccolte e esposte ai sempre numerosi visitatori che ne apprezzano i colori, le forme e persino gli usi più imprevisti e incredibili.

Tanto che ora, finalmente, nell’Auditorium di questo Museo – oltre che guardare e apprezzare le forme e i colori delle conchiglie – sarà possibile anche “ascoltare” i suoni e le variegate suggestioni acustiche che esse sono in grado di generare. Insomma la musica che sono capaci di sviluppare questi “involucri più o meno resistenti e sviluppati, che stanno a difesa del corpo dei molluschi e dei brachiopodi che li producono”, come si legge sulle enciclopedie e come insegna il malacologo Tiziano Cossignani che, assieme al fratello Vincenzo, è da sempre l’artefice del Museo Malacologico.

Sabato 19 ottobre, alle ore 21.30, sarà il maestro Mauro Ottolini, grande musicista veneto e direttore d’orchestra, ad esibirsi in un concerto unico nel suo genere e di grande suggestione, assieme al suo gruppo formato da Giulio Corini al contrabbasso, Vincenzo Vasi ad una miscellanea di strumenti improvvisati, Simone Padovani e Maurilio Balzanelli alle percussioni. Sì, perché le conchiglie, oltre che essere “soffiate” con la tecnica della tromba (Ottolini è un trombonista), possono essere anche “tambureggiate”.

Il dio del mare Tritone mentre suona una conchiglia, bronzo conservato al Ferdinandeum Museum di Innsbruk

Dunque un importante salto di qualità rispetto all’arcinoto “esperimento” che accostando una qualunque conchiglia all’orecchio si può “ascoltare ” un banale effetto sonoro d’ambiente simile all’eco del mare. Adesso, col quintetto di Mauro Ottolini, visitatori del Museo e spettatori potranno essere partecipi di un’operazione straordinaria: assistere ad un concerto di conchiglie usate come veri e propri strumenti musicali.

Fra le conchiglie che saranno suonate, un ruolo particolare sarà svolto dai tritoni, dalle turbinelle, dalle burse, dai cassidi ma anche dal Syrinx aruanus, la più grande conchiglia australiana di gasteropode esistente al mondo che può raggiungere i 60 centimetri di lunghezza.

La Turbinella pyrum, conchiglia indiana del ‘700 usata come tromba

Caratteristiche che per malacologi e storici, ci ricorda Tiziano Cossignani, peraltro non sono una novità. Fin dall’antichità – infatti, per esempio – la mitologia ci ha tramandato la conchiglia come “tromba” in mano a Tritone, dio greco del mare, figlio di Poseidone (il Nettuno dei Romani), che la usava per calmare le tempeste o per annunciare l’arrivo del padre. In India, inoltre, la Turbinella pyrum, conchiglia sacra a Visnù, è ancora oggi uno strumento di richiamo, assai popolare tra gli induisti

Il concerto di sabato sera sarà gratuito per i visitatori del Museo Malacologico che avranno la opportunità di ascoltare le conchiglie dopo avere ammirato il milione di esemplari esposti di ogni dimensione (da un millimetro al metro di larghezza (scelti fra i 12 milioni conservati nella struttura).

I biglietti di ingresso al museo (10 euro adulti, 7,50 euro over 65, 5 euro fra  7 e 16 anni) consentiranno l’accesso gratuito al concerto e avranno una validità di 20 giorni per visitare con comodo e a tempo debito quella che, unanimemente è considerata la più grande struttura al mondo dedicata alle conchiglie.


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