SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Conferenza stampa di presentazione della manifestazione di sabato 19 ottobre indetta dal Comitato “Salviamo il Madonna del Soccorso” che si svolgerà dalle 16 a partire dal parcheggio dell’ospedale. Di seguito la diretta integrale testuale, presto sintesi e interviste video.

Qui l’intervista a Baiocchi, presidente del Comitato.

VIDEO. Baiocchi: “Vogliamo essere trattati come Civitanova e Macerata, con due ospedali nel Piceno”

 

Rosaria Falco: Vogliamo fare in modo che domani ci sia la partecipazione più ampia possibile.

Nicola Baiocchi: Il comitato si è formato per evitare la chiusura del Madonna del Soccorso. Siamo stati ripetutamente contestati sulla base di una informazione falsa. Ovvero che mantenere l’ospedale a San Benedetto impedirebbe di avere un ospedale di eccellenza a Pagliare. Da un anno e mezzo, da quando la regione ha indicato Pagliare, non abbiamo avuto altre informazioni, neppure un disegno. A Macerata prima venne presentato il disegno, poi venne indicata la zona. Lo stesso avvenne a Fermo.

Ad oggi nessuno sa dire in che cosa consiste l’eccellenza dell’ospedale tranne il fatto che vi siano delle mura nuove. Quando nel lontano 2017 la Regione presentò il nuovo ospedale di Macerata la ripetuta affermazione fu che o Macerata o Civitanova dovevano scomparire come ospedali, e lo stesso doveva avvenire anche a San Benedetto.

Ad oggi l’ospedale di Civitanova ha 180 posti letto e stanno continuando a ristrutturarlo e metterlo a posto. Perché certe regole devono valere in altre Aree Vaste e non qui da noi? Noi chiediamo che vi sia la stessa regola in tutta la regione o che si applichi il decreto 70, ovvero che gli ospedali vadano messi nelle zone a maggiore densità abitativa, e nell’attesa che questo avvenga chiediamo che venga ripristinato tutto quello che è stato tolto al Madonna del Soccorso. Al nostro ospedale mancano 43 posti letto, oltre che il personale.

Il Balduzzi dice che l’uso ottimale dei posti letto in un reparto richiede un utilizzo di quei posti letto tra 80 e 90%. La nostra pediatria ha un utilizzo del 94%, quindi è in sovraccarico. A noi utilizza che la nostra pediatria ha un utilizzo del 64%. Se non è vero ci portassero i dati.

In Ortopedia manca un primario da 7 anni; in Area Vasta 3 si vantano di aver avuto 21 primari in questi anni, noi aspettiamo da 7 anni. Noi veniamo criticati ma nessuno porta dati oggettivi che rendono le nostre critiche corrette. Pochi giorni fa il primario di Pediatria di Ascoli ha detto che non è il numero di nati che può decidere la chiusura del reparto, ma in un accordo Stato-Regioni del 2010 si stabilisce che il numero minimo di nati deve essere 500, da quello che sappiamo è che Ascoli a fine anno arriverà a 470, noi quasi a mille. A fronte di questo, se ognuno vorrà fare come vuole, noi andremo in tribunale.

Giorgio De Vecchis: vista la scarsità di risorse, bisogna essere consapevoli di quello che è successo negli ultimi vent’anni in questa zona per scelte di natura politica, ma fortunatamente, nel 2015, una legge a favore dell’equità ha bloccato questa deriva. Intanto bisognava essere consapevoli di quello che dice questa legge, e oggi, grazie al dibattito e la nascita del comitato ha portato ad una consapevolezza a prescindere degli atteggiamenti politici che si alterneranno in Regione. La legge ci protegge, ma i servizi erogati in questa zona sono al di sotto di quelli che ci servono per legge: il primo obiettivo di qualsiasi giunta regionale è quello di riequilibrare la situazione, e la Regione, come buon padre di famiglia, dovrebbe riequilibrare la situazione, cosa che non ha capito Urbinati che ha provato a rallentare quel treno in corsa ma la scelta invece dovrebbe essere totalmente diversa.

Tutto questo è successo perché dominavano i partiti e il Pd era debole a livello regionale e nella provincia era debole San Benedetto rispetto agli offidani, e si andava verso la scelta dell’ospedale unico ascolano. La scelta era balorda, e il decreto Balduzzi diceva che non si potevano seguire le logiche politiche ma occorreva andare verso i cittadini. Urbinati ha tamponato, ad esempio impedendo la chiusura del Punto nascite. Lui non ha la forza di fare di più, il territorio si è autodifeso e si sta facendo forza da solo e con la legge si farà forza di fronte a qualsiasi prossima maggioranza regionale.

Più della Sanità, cosa c’è di politica? La salute è un bene primario fondamentale, stavolta la stanno facendo i cittadini più dei cittadini, perché i partiti fanno interessi partitici, che volevano portare l’ospedale unico ad Ascoli.

Nicola Baiocchi: La Regione ad inizio anno aveva deciso di adeguare il numero di posti letto a seconda della mobilità attiva o passiva, invece Pesaro nel 2016 aveva fatto 44 milioni di euro di mobilità passiva e hanno aumentato di 54 posti letto, Fermo 12 milioni di mobilità passiva con 30 posti letto in più.

Siamo anche stati accusati di voler far chiudere il Madonna del Soccorso. Ripetiamolo: il Madonna del Soccorso non ha idoneità antisismica. Urbinati ci ha detto che a giorni ci sarà una consulenza tecnica per un esame del rischio sismico sia ad Ascoli che San Benedetto.

Per evitare che fra un paio di anni la Regione ci dica che poiché l’ospedale Madonna del Soccorso non ha l’idoneità sismica, deve essere chiuso. Se la Regione ci indica che sismicamente il Madonna del Soccorso non ha problemi, va bene.

Falco: non invertiamo i termini, noi vogliamo che se il Madonna del Soccorso deve chiudere, allora si faccia un nuovo ospedale all’uscita dell’A14 a Centobuchi. Poi ci dicono che se si fa l’ospedale nuovo a San Benedetto allora Ascoli resta di base: ma scusate, se si fa a Pagliare cosa accade?

Baiocchi: con l’ospedale di base a San Benedetto, avremmo un pronto soccorso, di soli codici bianchi e verdi, di 25 mila accessi; siamo ai dati del 1988. Sul decreto 70 c’è un parametro vincolante sul numero dei posti letto, ovvero che va calcolato con un tasso di ospedalizzazione del 160 per mille, non si può andare oltre. Ma non ho letto mai alcun riferimento del genere in alcun dato regionale.

Falco: anche il punto nascita in un ospedale di base non può esserci.

Falco: questa è una iniziativa civica e partiti diversissimi si sono dichiarati favorevoli. Quindi non parleranno politici, ci saranno tanti sindaci come quello di Monteprandone, Cupra, Martinsicuro e altri. Quindi è un tema non solo comunale, altrimenti dovremmo far parlare anche i consiglieri regionali e rischierebbe di diventare una passerella politica. La gente si è stufata di sentire sempre i soliti discorsi. Dopo anni di discorsi autoreferenziali alla fine i cittadini si stancano di questa situazioni. Anche i tifosi della Samb saranno presenti ma semplicemente come cittadini e non come Curva per evitare strumentalizzazioni politiche.

Mi aspetto una grandissima adesione di cittadini, scuole, associazioni sportive e culturali, comitati di quartiere, importante dare un segnale forte.

Baiocchi: inoltre si pagheranno centinaia di milioni ai costruttori per questi progetti di nuovi ospedali in project financing.

Marco Curzi: la nostra non è una campagna contro qualcuno o contro qualche partito, noi siamo un semplice comitato che ha raccolto le lamentele dei cittadini. Qualcuno oggi tenta di mettere il cappello sul comitato, noi in 4-5 abbiamo detto basta ad una situazione politica degli ultimi venti anni che ha voluto il depauperamento dell’ospedale di San Benedetto.

Non faremo campagna elettorale a favore di nessuno, noi siamo solo dalla parte dei cittadini.

Floriana Loggi (ex infermiera ospedale Madonna del Soccorso e segretaria comitato): C’è da parlare anche delle liste di attesa dell’ospedale, ormai dirottate verso il privato. In ospedale non si fa più nulla, ieri ho toccato con mano la situazione riguardante le case private. Colonscopie date a Fano, visite a Senigallia. Io tre mesi fa sono andata ad Ascoli per una scintigrafia e mi hanno detto che mi avrebbero chiamato ad ottobre perché le liste sono piene. Mi hanno chiamato due giorni fa dicendo che la macchina si è rotta e adesso devo provvedere da solo.

In radiologia c’era un grande medico, il dottor Mignemi, mentre adesso c’è il vuoto. Nel nostro ospedale non c’è più niente, persino il laboratorio analisi è stato portato ad Ascoli.

 


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