FERMO – Risparmiare sui costi a discapito dell’ambiente. Pensava di farla franca l’autista del mezzo pesante bloccato nei giorni scorsi dalle Forze dell’Ordine ma così non è andata.

Nell’ambito dei servizi di vigilanza stradale svolti nella giornata di ieri, 16 ottobre, la Polizia Stradale di Fermo ha controllato diversi mezzi pesanti, accertando gravi manomissioni alla strumentazione antinquinamento.

Nello specifico, si è posta l’attenzione sul dispositivo erogatore dell’AdBlue, presente su veicoli industriali con motore diesel costruiti dopo il primo gennaio 2013. AdBlue è il nome utilizzato a livello internazionale per definire un “additivo” sviluppato per il settore automobilistico e serve per abbassare i parametri di emissioni inquinanti dei veicoli fino al 90% e rientrare nei parametri Euro 6 imposti dall’Unione Europea. La normativa vigente impone agli autotrasportatori di rifornire il veicolo di tale liquido con un aumento notevole dei costi di esercizio.

Dai controlli di ieri è emerso che un autoarticolato di una ditta di trasporto pugliese aveva sostituito l’impianto di erogazione dell’additivo con una centralina parallela che ne inibiva l’emissione senza alcuna perdita di potenza del motore e un notevole risparmio di costi, a scapito delle emissioni inquinanti e, quindi, dell’ambiente.

Infatti, il costo di tali centraline è davvero esiguo e vengono addirittura vendute su Internet con tanto di istruzioni di montaggio, ma con l’avvertenza che ne è proibito l’uso su strada all’interno dell’Unione Europea.

Gli agenti, oltre a sanzionare l’autotrasportatore per le violazioni relative ad inefficienza ed alterazione dei dispositivi previsti per la sicurezza stradale e tutela ambientale, hanno fermato il veicolo ritirandone la carta di circolazione e sottoposto a sequestro il dispositivo elettronico fraudolento.


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