ANCONA – E’ passata in tarda serata di ieri in consiglio ad Ancona la nuova legge elettorale, fra le polemiche instaurate dall’area di destra costituita da Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Area Popolare che ha abbandonato l’aula gridando all’inciucio fra Movimento 5 Stelle e Pd.

Ecco tutte le modifiche alla legge elettorale con cui i marchigiani andranno al voto a Primavera per rinnovare le cariche a Palazzo Raffaello. Per prima cosa da notare la doppia soglia che consentirà il premio di maggioranza: la coalizione che raggiungerà la quota del 40% otterrà 18 consiglieri (maggioranza con margine di tre consiglieri visto che l’assemblea legislativa si compone di 30 membri) mentre il 43% darà diritto a 19 consiglieri: un innalzamento rispetto all’attuale soglia del 34% che la destra voleva confermare, inserendo anche una ulteriore quota al 37%, ma l’emendamento è stato stoppato causando la protesta.

Ulteriori modifiche riguardano l’introduzione della doppia preferenza di genere, stavolta votata all’unanimità (gli elettori potranno esprimere due preferenze, una dovrà andare a una donna e l’altra a un uomo pena l’invalidità del secondo nome scritto nella scheda) e l’introduzione di una quota rosa di almeno il 40% nelle liste. E’ stata introdotta anche l’incompatibilità del ruolo fra assessore e consigliere, come accade per i comuni. Ma con una variante: se il presidente sceglie un consigliere eletto in Giunta questi decade dal ruolo di consigliere e viene sostituito dal primo dei non eletti della sua lista ma torna al suo posto in caso di rimpasto nell’esecutivo.

Inoltre è stato cambiato anche lo Statuto regionale eliminando per il presidente il vincolo dei tre assessori esterni (non eletti): adesso è tericamente possibile una Giunta interamente “esterna”.


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