di Antonio Di Salvatore

 

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Quale sia l’età giusta per regalare un telefono ai nostri figli, è un quesito su cui molti genitori si confrontano al giorno d’oggi. Il convegno che si è svolto venerdì 11 ottobre, che ha avuto come protagonista la scrittrice Stefania Garassini autrice del testo “Smartphone. 10 motivi per non regalarlo alla Prima Comunione (e magari neanche alla Cresima)” è servito per analizzare le insidie in cui gli adolescenti rischiano di incorrere se non educati ad un corretto utilizzo dei mezzi tecnologici.

L’Auditorium Comunale Tebaldini di San Benedetto Del Tronto, ha ospitato un gran numero di genitori e insegnanti interessati al convegno, che è stato anche l’evento d’apertura della festa patronale. Il presidente del Comitato Genitori Isc Centro, Attilio Rossi, ha ringraziato i membri dell’Associazione e il sindaco di San Benedetto Pasqualino Piunti, presente all’incontro insieme all’Assessore alla Cultura Annalisa Ruggieri.

“Le istituzioni hanno il compito di monitorare i momenti di crescita dei ragazzi – ha affermato il Sindaco – affinché non si smarriscano nell’enorme quantità di strumenti di comunicazione che hanno a disposizione nella nostra società”.

Poi la parola è passata alla scrittrice Stefania Garassini: “Il problema degli educatori, è quello di non avere delle valide ragioni per dire sì o no ai ragazzi riguardo la concessione del primo cellulare. Spesso noi adulti dovremmo essere curiosi e cercare di comprendere questo mondo. Può non essere semplice in quanto la tecnologia non era un elemento centrale per la nostra generazione. Vedo i ragazzi giocare a videogame molto complessi, ricordare a memoria i nomi di decine e decine di personaggi, ma dall’altra parte della medaglia, ignorano quali siano le capitali europee”.

Poi una riflessione sui “nativi digitali”, termine usato per identificare i millennials, contrapposti agli “immigrati digitali”, ovvero coloro che hanno usufruito dei nuovi mezzi a partire da un’ età più avanzata: “Siamo sicuri che i nostri adolescenti siano in grado di riconoscere una fake news o di non imbattersi in profili Facebook falsi? La realtà è che, anche se può sembrare paradossale, i genitori sanno districarsi meglio in rete, pur non essendo nati in questo contesto”.

Dal dibattito è emerso che l’umore dei giovani, è fortemente influenzato dal numero di consensi che ricevono sui social network, poiché spesso non riescono a metabolizzare i dislike o i commenti negativi. Inoltre è stato evidenziato quanto WhatsApp, stia cambiando il nostro modo di comunicare: “Una volta, se mandavamo un messaggio, non potevamo vedere se l’altra persona avesse letto o no. Ora invece, controlliamo compulsivamente se il destinatario abbia ricevuto, letto o ignorato la nostra comunicazione”.

Nel corso della conferenza, sono stati proiettati alcuni video di Youtubers famosi sul web, sottolineando come questi siano ormai diventati un modello di emulazione per gli adolescenti. Il convegno è terminato con la raccomandazione ai genitori, di suggerire delle regole per l’utilizzo di computer e smartphone, al fine di razionalizzarne meglio l’utilizzo. Nell’incontro del 30 ottobre, si discuterà di WhatsApp e si approfondiranno i temi che riguardano le chat e i gruppi, costituiti dai genitori.

Il convegno è stato organizzato da Comitato Genitori Isc Centro, Rotary San Benedetto, Comune, Isc Centro e Comitato di Quartiere Paese Alto con l’Associazione Amici


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