SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Facciamo un balzo inter-temporale. Facciamo che esista una macchina del tempo e lo scrivente, ora, non sia al 10 ottobre 2019 ma al 29 giugno 2017 e non stia elaborando un articolo per capire, stante l’annoso silenzio pubblico delle istituzioni interessate (Regione Marche), per quale motivo si voglia “liquidare” il Centro Agroalimentare Piceno (liquidare” e non meramente “vendere”: ovvero imporre la cessione delle quote e dunque svalutarle: vi è la stessa differenza tra vendere il proprio appartamento con trattative private e poter rifiutare offerte non congrue e chi, invece, deve accettare anche offerte di basso livello).

Dunque, se si fosse al 29 giugno 2017 e si dovesse semplicemente scrivere un articolo sui rapporti, all’epoca, tra la Regione Marche e il suo assessore di riferimento, Anna Casini, tra l’altro picena doc, vicepresidente regionale, si sarebbe raccolto il verbale dell’assemblea dei soci tenuta in quella data e aperto i virgolettati con un banale copia e incolla.

“La vicepresidente Casini ha dichiarato (…) che è un fatto che l’enogastronomia insieme alla cultura e al turismo sono per le Marche un’opportunità di crescita irrinunciabile. Inoltre, ha aggiunto la vicepresidente Anna Casini, illustra le prospettive di finanziamento del Territorio Marchigiano e Piceno in particolare, grazie anche alle misure del Psr-Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020, in quanto sono previsti circa 538 milioni di euro a disposizione dell’agricoltura e i primi bandi sono già aperti. Inoltre vengono ricordati diversi altri finanziamenti destinati al Territorio per il suo rilancio ed il suo sviluppo, anche agro-alimentare. L’auspicio è di utilizzare al meglio queste risorse per continuare a garantire la qualità dei nostri prodotti, la produzione biologica, gli investimenti per l’innovazione delle imprese e il ricambio generazionale, la promozione e l’agricoltura.

Quindi, nello specifico, la Regione Marche è ben disposta ad aiutare la partecipata Centro Agro-Alimentare e farà la sua parte per la riuscita del progetto di sviluppo del Centro e della sua mission, anche nell’ottica del rilancio dell’economia agro-alimentare, compreso un aiuto alle aziende delle zone colpite dai sismi di agosto e ottobre 2016 e di gennaio 2017, fermo restando il rispetto delle peculiarità istituzionali assegnate agli Enti già preposti a determinate funzioni, quali la Regione Marche stessa, le Camere di Commercio, ed altri, e comunque in sinergia con altri Enti e Organismi territoriali preposti, valorizzando le funzioni del Caap come Partecipata e Soggetto sinergico ed operativo di supporto, per l’attuazione delle politiche istituzionali emanate dagli Enti Pubblici”.

Adesso è guerra aperta: Centro Agroalimentare, la Regione accusa gli Amministratori: “Perdita del capitale”

Interessante notare che queste parole erano pronunciate nell’assemblea che approvava il Bilancio 2016 e quindi “rinviare di nuovo la perdita di esercizio pari ad euro 298.641”, quando attualmente, al 31 luglio, la perdita è scesa attorno a 30 mila euro con possibilità di pareggio a fine anno, come da dichiarazioni degli amministratori in una recente conferenza stampa.

Centro Agroalimentare e PicenAmbiente: massima trasparenza e niente doppi giochi

Certo nella vita si può cambiare idea. Ma va giustificata. Dai numeri in nostro possesso questa giravolta a 180° gradi non è giustificata. Però potremmo non avere tutte le informazioni in mano ad Anna Casini, i suoi collaboratori, il presidente regionale Luca Ceriscioli e al resto della giunta regionale.

Per questo abbiamo contattato la vicepresidente regionale prima che partisse per le fiere europee (proprio sull’agroalimentare), al fine di sapere quali fossero queste informazioni. Invece da parte di Anna Casini e dei suoi collaboratori non riceviamo risposte. Chissà per quanto.

L’inchiesta, ahinoi, continua.

VIDEO. A quale Agroalimentare giocano Anna Casini e la Regione Marche?

NB. Presto lo scrivente riprenderà ad interessarsi delle questioni relative alla non-ricostruzione dopo il terremoto del 2016. Ecco, le parole di Anna Casini, valide e condivisibili nel 2017, sono ancor più valide oggi perché il Piceno ha bisogno di una spinta propulsiva alla propria sofferente economia, e quindi di importanti investimenti anche regionali, altro che dismissioni e liquidazioni.

La giunta regionale deve farsi carico di ciò e lasciar perdere le prese di posizione sterili che abbiamo letto nelle ultime settimane che hanno come ultimo risultato un attacco alla capacità di interagire di tante piccole aziende che isolate soccombono nel mercato nazionale e scenari di lungo periodo – forse non prevedibili da chi agisce in maniera ingenua e disinteressata senza pensare a tutte le conseguenze del caso – di speculazioni edilizie, finanziarie ed economiche che il Piceno e San Benedetto non possono permettersi.


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