INUTILE PROTESTA MA ANCHE ‘FOLLE’. Chiedere che il “Madonna del Soccorso” non venga smantellato ma renderlo ufficialmente di base e mantenervi l’ostetricia è lecito e giusto. Chiedere invece due ospedali di Primo Livello, uno ad Ascoli e uno a San Benedetto-Monteprandone è semplicemente assurdo, impossibile e mai succederà. Anche perché soltanto nel secondo caso il “Madonna del Soccorso”… non verrebbe sicuramente salvato.

Tenendo anche presente che negli ultimi 15 anni sono stati spostati interi reparti e tanti medici da San Benedetto ad Ascoli senza che nessun politico (solo Giorgio De Vecchis, negli anni, ha fatto qualcosa ma inutilmente) o medico sambenedettese abbia mosso paglia, mentre improvvisamente in questi giorni fa notizia lo spostamento nel capoluogo di un solo pediatra. Assurdo.

È ancora più assurdo (anche per i motivi sopra esposti) che un ospedale di Primo Livello venga posizionato a 30 chilometri dal Capoluogo di Provincia. Visto altresì che gli stessi presunti ‘rivoluzionari’ di oggi non hanno mai contestato tale ruolo ad Ascoli come è stato fatto nei casi di Forlì-Cesena, Pesaro-Urbino e per altre situazioni simili in Italia. È giusto quindi che Ascoli continui a farlo pesare.

La soluzione Spinetoli equidistante dal capoluogo e da San Benedetto (che capoluogo non è, nemmeno mezzo) con deroghe per i due attuali ospedali cittadini è una soluzione fattibile per la quale Ascoli avrebbe meno ragioni per lamentarsi e la costa avrebbe finalmente un ospedale decente più vicino di Ascoli. Motivi per cui la ritengo una protesta confusa e quindi un “inganno elettorale” per la globalità dei cittadini.

Pare essersene accorto anche il comitato “Salviamo il Madonna del Soccorso” che in questi giorni fa la sensazionale scoperta dell’acqua calda: dicono Baiocchi & C.: “Il centrodestra cittadino sta usando la battaglia per l’ospedale sambenedettese per lanciare la candidatura in Regione di un loro rappresentante” Pare Andrea Assenti che, finora, come riporta anche Marco Curzi in un comunicato recente “l’unica volta che si è visto pubblicamente nel corso di un discorso vertente sul tema sanità, è stato in occasione della campagna elettorale del neo sindaco di Ascoli Fioravanti, il quale ribadiva con forza che l’ospedale unico esiste già ed è quello di Ascoli Piceno“. Ribadisco UNICO.

Insomma, non le migliori premesse per l’ambizioso assessore se, come pare chiaro, gli interessi in tema Sanità della politica ascolana confliggono enormemente con quelli sambenedettesi. Sambenedettesi che avrebbero altre ‘mille’ motivi per protestare sulle strade e davanti alla regione e quindi far valere le ragioni di una città che non ha più nulla da invidiare alla storica Ascoli. Anzi. La protesta annunciata per il prossimo 19 ottobre finirà nel nulla perché sbagliata e forse anche contro producente.

In ultima analisi, da sambenedettese, le istanze del comitato che vorrebbe sulla costa il nuovo ospedale mi farebbero felice, ci mancherebbe. Ma ritengo, e lo ripeto ancora una volta, questa “missione” assolutamente impossibile perché per raggiungere l’obiettivo questa città avrebbe bisogno di politici con la “stoffa” da veri leader di un territorio e non piccoli personaggi a caccia di voti e poltrone come la maggior parte degli esponenti che questa città ha eletto nel recente passato. Non posso negare però che oggi un ospedale unico a Spinetoli è la scelta migliore e anche la più oculata in visione futura.

Quello che dispiace, poi, è che si strumentalizzi la gente toccando le corde della Sanità e magari delle tragedie familiari e personali legate inevitabilmente a questo tema. Dispiace dirlo ma anche il nome del comitato di Baiocchi fa parte, magari involontariamente, di questa strumentalizzazione:  perché chiamarlo col nome, sicuramente evocativo e emozionale, di “Salviamo il Madonna del Soccorso”  quando (lo ripeto per farlo capire meglio) la migliore delle ipotesi che si prefigge per il futuro è quella della chiusura dello storico ospedale sambenedettese per uno nuovo a Monteprandone? Nuovo non unico per la precisione.

Nella foto una bella immagine della protesta popolare dei primi anni ’70 per evitare che il Madonna del Soccorso perdesse la definizione di Provinciale. Qualifica che non perse subito (nel nome) ma nel tempo sì e a favore dell’ascolano “Mazzoni”. In virtù di una scelta della Regione, incontrastata anzi  in… ‘collaborazione’ con l’inconsistente classe politica sambenedettese (anche allora purtroppo), che badò più ad interessi personali che a quelli della comunità.

Anche adesso che vorrebbero ridarci in parte il maltolto (Spinetoli è a metà strada tra Ascoli e San Benedetto) si sta facendo lo stesso errore con una mobilitazione sbagliata e utile soltanto ad interessi personali e non comunitari. Chiaramente non mi riferisco al Dr Baiocchi che, secondo me, è in buona fede.


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