SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La temperatura attorno al Centro Agroalimentare Piceno (Caap), dal punto di vista economico, politico e giornalistico forse non è mai stata così calda come in questi ultimi giorni. Ultimo atto, la decisione della giunta regionale di chiedere all’Avvocatura regionale di verificare se vi siano le condizioni per rivalersi di eventuali danni di capitale verso gli amministratori presenti e passati del Caap. Passaggio che giunge dopo un tortuoso braccio di ferro e con la Regione Marche che esige la messa in liquidazione delle sue quote dal Caap, disimpegnandosi dunque dall’indirizzo di uno dei settori economici, forse l’unico, in grande salute e con potenzialità notevoli da sfruttare.

Per questo due giorni fa avevamo contattato la vicepresidente della Giunta regionale, Anna Casini, anche assessore all’Industria Agroalimentare e all’Agricoltura oltre che ascolana e quindi massima rappresentante istituzionale picena in Regione, affinché, finalmente, chiarisse i motivi delle importanti decisioni della Giunta sul disimpegno nel Caap con tutto quel che ne consegue.

Anche per scacciare le voci (illazioni gratuite, per qualcuno), non sappiamo se diffuse ad arte o a ragione, che vedrebbero sotto la decisione la scelta della regione di spostare il baricentro dell’Agroalimentare regionale tra Ancona e Pesaro; o altre, più terra terra, secondo le quali gli appetiti del mattone, non sazi delle sette varianti partorire dalla giunta Piunti, si dirigono anche nell’estremo lembo di terra meridionale sambenedettese, al confine con Monteprandone e ad un passo dall’Abruzzo.

Perché nella ridondanza della comunicazione istituzionale della Regione Marche, tra decine e centinaia di comunicati stampa, nemmeno una riga arrivava a spiegare le motivazioni di una decisione dalle implicazioni economiche importanti.

Ma l’assessore ci aveva detto che stava partendo per recarsi all’estero in missione per la Regione Marche. Non sapevamo che l’assessore Casini si stesse recando a Colonia, in Germania, dove si sta svolgendo l’Anuga, la più importante Fiera Agroalimentare del mondo.

Della delegazione marchigiana facevano parte anche rappresentanti della Camera di Commercio, con il presidente regionale Gino Sabatini.

Nel video in primo piano che abbiamo pubblicato, Anna Casini afferma: “Era importante esserci, le Marche insieme alla Camera di Commercio ci sono e mostriamo le eccellenze del territorio, dai tartufi ai maccheroncini, all’olio ad altri prodotti che rappresentano il territorio delle Marche. E’ importante esserci perché diamo una opportunità ai nostri produttori, da un lato promuoviamo i prodotti e aiutiamo le imprese dall’altro promuoviamo il territorio marchigiano quindi il turismo, i nostri prodotti non possono essere presentati se non presentando anche il nostro territorio”.

E quindi, nel video sotto pubblicato in cui Anna Casini dialoga con Gino Sabatini: “Qui ci sono 78 mila espositori, quindi una vetrina enorme dove le Marche fanno la loro figura, espongono sia nella collettiva che in stand autonomo. I nostri produttori non sfigurano anzi, mi pare che vi sia la fila nei loro stand. Le Marche producono bene, non solo nel comparto del bio. Queste fiere internazionali sono importanti sia per i produttori sia per far conoscere il brand Marche, perché le Marche purtroppo non sono così tanto conosciute rispetto alla qualità delle produzioni e per il territorio. Questo è un modo per promuovere anche il turismo. L’agroalimentare non è più soltanto un contorno rispetto alle fiere ma diventa protagonista e ambasciatore rispetto alle Marche. Insieme si pesa di più“.

Insieme si pesa di più come slogan finale. Sicuramente senza il peso del Centro Agroalimentare Piceno.


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