SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Se per certi versi il consiglio di amministrazione del Centro Agroalimentare sorride per una serie di iniziative che fanno segnare un bilancio positivo, o comunque un positivo riscontro prossimo venturo (ne riferiremo a parte), resta una certa tensione in merito ai rilievi del Collegio dei Revisori sul bilancio 2018.

Ne avevamo già parlato dopo una conferenza stampa dello scorso mese di agosto:

Centro Agroalimentare, il Cda annuncia querele al collegio dei sindaci e a esponente Pd

 

Ma nonostante il presidente Roberto Giacomini e l’amministratore delegato Francesca Perotti dichiarino di aver dato seguito alle note del Consiglio di Amministrazione, sono giunte nuove comunicazioni da parte di due sindaci, Guido Renzi e Roberto De Vecchis, poiché vi è stata una frattura interna al Collegio dei Sindaci per cui Luigi Gagliardi si è detto contrario: “Alcuni dei rilievi mostrati sono relativi ad esercizi precedenti il nostro ingresso nel Consiglio di Amministrazione – affermano Giacomini e Perotti – ma all’epoca non ci furono comunicazioni che invece, a distanza di anni, parliamo ad esempio del 2015, vengono fatte a noi”.

“Ad agosto ci chiesero maggiori prudenze in alcuni voci di bilancio – continuano – Oggi invece ci segnalano un eccesso di prudenza”. “Non capiamo perché si faccia questo tipo di rilievi, non ci entriamo nel merito” afferma Giacomini. Perotti ci tiene a ribadire “che noi siamo dei professionisti e siamo qui per il bene del Centro Agroalimentare che è di proprietà pubblica. Qualsiasi tipo di valutazioni politiche non ci riguarda”.

Venerdì 27 è stato inviata la comunicazione dei sindaci al Cda: “Ad agosto ci avevano indicato che non avevamo inserito un fondo rischi adeguato per una vicenda che riguarda un dipendente: l’abbiamo fissato in 100 mila euro, ma a questo punto il Collegio segnala che la cifra sarebbe troppo alta in quanto abbiamo valutato in 18 mila euro le spese legali. Noi scriviamo certe cifre sulla base di riscontri legali, e da un parere del nostro avvocato la stima delle spese legali è di 18.300 euro soltanto per la nostra competenza, senza valutare le spese legali dell’altra parte che andrebbero sempre a caricarsi sul nostro bilancio in caso di sconfitta. E anche il consulente del lavoro è d’accordo” spiegano.

Identica situazione sarebbe avvenuta per la questione dell’Imu (“Abbiamo inserito imposte molto più alte con sanzioni del 30%, ma stiamo beneficiando di un ravvedimento lungo concesso dal Comune di San Benedetto”), la continuità aziendale (“I flussi di cassa sono positivi”). Anche sul Piano Aziendale vi sono state delle discordanze, ma il Consiglio di Amministrazione fa presente che le azioni contestate “sono frutto di quattro contratti attraverso i quali abbiamo reso alcune parti della struttura adeguate dal punto di vista igienico-sanitario”.

Intanto la perdita di esercizio, al 31 luglio, è scesa a 33 mila euro: “Dati in linea alle previsioni e di gran lunga migliori rispetto agli anni trascorsi. Perdita dovuta in gran parte all’ammortamento degli immobili. Le passività da quando è entrato questo Cda si sono ridotte di 2 milioni di euro da un anno all’altro, non abbiamo depauperato nulla, anzi”.

Sono inoltre in fase di valutazione le querele annunciate in particolar modo verso l’esponente del Pd Sara Calisti. “Le valutazioni sul Collegio dei Sindaci così come su questo Consiglio di Amministrazione spetteranno poi ai soci. Noi ci limitiamo a far presente come stanno le cose”. E a metà mese è prevista l’assemblea dei soci, che si preannuncia quando mai calda.


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