SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Di pochi giorni fa è una segnalazione arrivata in redazione, secondo la quale alcune roulotte occupavano il parcheggio accanto alla Caritas di San Benedetto.

A chiarire la reale situazione è stato il coordinatore del Poliambulatorio della struttura, il dottor Carlo Di Biagio, il quale ha spiegato che, in realtà, vi era una sola roulotte parcheggiata non nel piazzale della Caritas, bensì nel parcheggio privato situato accanto al centro ricreativo comunale.

La proprietaria del mezzo, trasferito nella giornata dell’11 settembre grazie all’intervento della Caritas stessa, è una donna che, accolta per un periodo nella struttura, è un’utente della mensa.

“Come lei – spiega Di Biagio – moltissime altre persone vivono delle situazioni di disagio enorme, difficili da risollevare. Tuttavia, proprio la Caritas, con l’aiuto del Comune di San Benedetto e i servizi sociali, sta cercando di risolvere il problema di questi individui ai margini della società, che sono costretti anche a vivere in tenda”.

Infatti, nella zona esterna dell’edificio, alcune persone si accontentano di un telo sopra alla testa per dormire, usufruendo dei servizi igienici e delle docce della Caritas. Una situazione, anche questa, a cui si sta cercando di porre rimedio.

“Lo scopo primario della Caritas – sostiene il Presidente – è aiutare la persona, a prescindere dalla provenienza geografica, dalla religione o da qualsiasi altra cosa”.

Tale aiuto è anche di tipo psicologico, grazie alla collaborazione con la Cooperativa sociale Lella, e sanitario, grazie alla presenza del Poliambulatorio, di cui Carlo Di Biagio è responsabile, nel quale può trovare assistenza e medicine (che alla Caritas vengono regalate) chiunque si trovi in una situazione di difficoltà.

Fondamentale, però, nel processo di sostegno e aiuto alla persona è il coinvolgimento del quartiere, della città e dell’intera popolazione affinché gli individui disagiati vengano reinseriti nella società. “Diventa difficile se i cittadini fanno muro – sostiene Di Biagio – La città si propone di offrire aiuto, come i pescatori che portano il pesce per la mensa ad esempio, ma è necessaria una sensibilizzazione e un coinvolgimento maggiore di tutti i cittadini”.

 

 


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