SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Utic San Benedetto, di seguito un comunicato stampa della consigliera comunale di San Benedetto Rosaria Falco.

“Le divergenze interpretative, le posizioni dissonanti e discordanti, assumono tinte fosche quando c’è di mezzo la nostra salute. In particolare, il nostro servizio UTIC è stato oggetto, in poco tempo, di dichiarazioni senza dubbio antitetiche, che hanno aumentato sempre più la confusione sull’argomento, tanto che ancor oggi la domanda è una sola: il Madonna del Soccorso, la struttura ospedaliera di riferimento di tutta la fascia costiera da Tortoreto a Pedaso, e di tutto il territorio retrostante, ha o non ha l’UTIC? I nostri amministratori regionali e i responsabili della sanità sembrano non avere le idee chiare in proposito:

la dott.ssa Giulietta Capocasa, in qualità di Direttore dell’AV5, il 10 marzo 2017 sosteneva:
“L’UTIC è collegato all’emodinamica, quindi l’abbiamo tolto perché secondo noi non ci può essere UTIC senza emodinamica”.
Questo assunto, per la letteratura scientifica corrente, è del tutto errato: è previsto l’UTIC senza emodinamica, così come l’Utic con emodinamica ambulatoriale non H24.

Il 29 novembre 2018, il primario della Cardiologia dott. Mauro Persico affermava:
“Quest’anno siamo riusciti (dopo 4 anni!) a riottenere una nuova Cardiologia con 18 posti letto e 4 di Terapia Intensiva… cos’è una terapia intensiva inserita in una Cardiologia se non un’UTIC?” – 22 posti letto -.

Il Vice Presidente della Regione Marche dott.ssa Anna Casini, il 14 gennaio 2019, sentenziava:
“Ringraziamo Dio che non ci sia l’UTIC a San Benedetto del Tronto perché senza Rianimazione è pericolosissima!”, dimenticando che nel nostro ospedale la Rianimazione é funzionante dal lontano 1978, 11 anni prima di quella di Ascoli Piceno.
Il 7 marzo 2019 il Direttore Sanitario Diana Sansoni aveva occasione di sostenere:
“S. Benedetto: codice ospedaliero 50 (UTIC!) posti letto 4, codice ospedaliero 08 (Cardiologia) posti letto 13+1 (Day Hospital); codice ospedaliero 08 (Cardiologia semi-intensiva) posti letto 4”, (per un Totale di 22 posti letto); “Codice ospedaliero 49 (Terapia intensiva Rianimazione), posti letto 6”.

Facciamo un raffronto con le dotazioni dell’Azienda ospedaliera di Perugia: “UTIC, applicazione di pace-maker temporaneo (che da noi si fa); Unità di terapia semi-intensiva (USI): gestione di pazienti acuti che non necessitano di ricoveri in UTIC, o pazienti provenienti dall’UTIC una volta superata la fase critica della malattia”. Quindi nel nostro ospedale possiamo vantare entrambe le strutture.

Una volta per tutte, chiariamolo: la cardiologia riabilitativa ha codice 56, non 08, come indicato nella letteratura scientifica e nelle pubblicazioni del Ministero della Sanità. Inoltre la Cardiologia riabilitativa non può prendere ricoveri dal Pronto Soccorso, ma solo trasferimenti da reparti, oppure fare attività ambulatoriale programmata.

Il 15 luglio 2019 il Direttore Sanitario Diana Sansoni così disponeva:
“lavori di adeguamento della terapia intensiva – cardiologia riabilitativa di San Benedetto del Tronto… Per tutto il periodo di chiusura della terapia intensiva la guardia notturna sarà trasformata in pronta disponibilità”. Anche se per legge l’Utic deve obbligatoriamente avere la guardia H24.

Il 26 agosto 2019 il Direttore dell’AV5 dott. Cesare Milani precisava:
“Si passerà da 18 posti (1 di Day Hospital) che è la dotazione del reparto attuale… Solo qualche disagio, perché l’UTIC continuerà a funzionare”. Come è potuto accadere che in 5 mesi siano scomparsi 4 posti letto?
Lo stesso giorno, 26 agosto 2019 il Direttore Sanitario Diana Sansoni affermava:
“La Cardiologia di San Benedetto, infatti, oltre all’indirizzo riabilitativo ha una terapia semi-intensiva (da qui spesso nasce l’equivoco di lunga data sull’UTIC)”.

Il 31 agosto 2019 il Consigliere regionale Fabio Urbinati gongolava:
“Sono felicissimo che i fatti dimostrino come siano state del tutto infondate le voci degli ultimi tempi, messe in circolo da qualcuno, che davano per morto un reparto di Terapia intensiva come l’UTIC”.
Con l’aiuto del dott. Baiocchi ho voluto fare un confronto con l’area riabilitativa di Villa Serena di Jesi: essa comprende le Unità Operative di Riabilitazione Intensiva Ospedaliera (Riabilitazione Cardiologica, Riabilitazione Neuromotoria, Riabilitazione Respiratoria, Riabilitazione Ortopedica) e Lungodegenza.

“Nel reparto di Riabilitazione Cardiologica (50 posti codice -56- secondo la DGR 294/16) si ricoverano pazienti trasferiti dai reparti di cardiochirurgia della Regione Marche e del resto d’Italia, sottoposti ad interventi cardiochirurgici, per continuare con la fase riabilitativa. Sono ammessi anche pazienti trasferiti dai reparti di cardiologia con scompensi e recenti episodi di ischemia cardiaca”.
“Tutti i pazienti sono sottoposti ad una serie di esami non invasivi (niente pace-maker endoventricolare quindi) in base alle condizioni cliniche di ciascuno… I medici del reparto sono tutti specialisti in cardiologia. Secondo l’Allegato alla determina n. 765/2016, “La tariffa giornaliera per la degenza nei posti letto di cardiologia riabilitativa è quella corrispondente al codice disciplina -56-“.

Nella determina n. 481/16, Allegato E, che riguarda l’ospedale di San Benedetto, la cardiologia riabilitativa é inserita nel dipartimento di emergenza, e questo non ha basi né scientifiche né logiche. Appare evidente che nel nostro Ospedale c’è un’UTIC, vi sono almeno 18 posti letto (forse 22 a seconda di chi effettua il conteggio), e che la Cardiologia riabilitativa non può far parte del dipartimento di Emergenza-Urgenza, a differenza dell’UTIC. Se le nostre conclusioni sono errate invitiamo i dirigenti sanitari a fornirci i chiarimenti correttivi e le basi su cui poggiano tali apparentemente incomprensibili decisioni, riportate nei documenti ufficiali dell’AV5 e della Giunta regionale, compresa la DGR 1554/19 a proposito dell’UTIC nell’ospedale di San Benedetto del Tronto”.


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