SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Di seguito pubblichiamo una riflessione del dottor Nicola Baiocchi del comitato “Salviamo il Madonna del Soccorso” sul caso dell’adeguamento sismico del nosocomio, intervento che sarebbe importante per ambire a conservare la struttura di San Benedetto quale ospedale di Base da decreto ministeriale 70 del 2015.

Il dottore scrive in relazione ai documenti mostrati alla stampa da parte del geometra dell’Av5 Maurizio Virgili, documenti che mostravano la programamzione di interventi antisismici nell’ospedale sambenedettese. (clicca qui).

“Da alcuni giorni assistiamo ad uno sconcertante balletto di cifre e di valutazioni da parte della Direzione dell’AV5 sul fantomatico adeguamento sismico del Madonna del Soccorso. Intanto è opportuno ricordare che sino a quando il Comitato, a più riprese e sino al dibattito del 16 agosto in occasione della Festa di Rifondazione Comunista, non ha pubblicamente sollevato il problema dell’adeguamento sismico del’ospedale, non c’erano mai stati cenni sull’argomento né dichiarazioni ufficiali da parte dell’AV5 o dei politici locali.

Lunedì 26 agosto, nel corso di una conferenza stampa, veniva presentato un foglio, “Allegato I scheda D” del programma triennale delle opere pubbliche dell’ASUR per gli anni 2019-2021. Si affermava trattarsi della richiesta avanzata dall’AV5, per un importo complessivo di 5 milioni (290.000 nel primo anno, presumibilmente per lo studio), relativamente alla “verifica sismica ed adeguamento sismico strutturale dell’Ospedale di San Benedetto del Tronto”. Non era indicata alcuna data di invio all’ASUR ma a voce era “quasi” garantita la realizzazione dell’opera.

Il Comitato scopriva però che il documento era stato inviato nell’autunno del 2018 e che, nel frattempo, l’ASUR aveva pubblicato la delibera n. 295/19, nella quale non vi era traccia di questo documento o di voci relative a stanziamenti di spesa per l’Ospedale di SBT, né per gli studi, né per il progetto, né per i lavori di adeguamento. Perciò è apparso chiaro che il documento esibito ai giornalisti poteva considerarsi carta straccia. Sul Resto del Carlino del 30 agosto è apparso un articolo nel quale si legge che “a differenza di quanto annunciato nei giorni scorsi, alcuni tecnici (dell’AV5? privati?) affermano che proprio al termine di questa procedura, per la quale sono disponibili 280 mila euro (stanziati dalla Regione? Dall’AV5? Con quale documento o delibera o determina ufficiale? Se già erano stanziati, come mai nel documento mostrato ne erano richiesti 290 mila?) l’Ospedale di SBT potrà ottenere la certificazione antisismica senza bisogno di interventi di adeguamento; cadrebbe così la motivazione della richiesta di 5 milioni di euro di cui si era parlato solo lunedì 26 agosto.

Facciamo delle semplici riflessioni:
1) Ci sembra inverosimile parlare di 5 milioni il lunedì e poi improvvisamente, senza alcuna giustificazione tecnica (tranne ammettere che lo studio era già stato fatto), affermare il venerdì che quella richiesta di 5 milioni era inutile: ciò avvalora la nostra ipotesi iniziale che la abbiano sparata grossa perché non avevano nulla di concreto da dire.
2) Questa storia ricorda quella dei carotaggi, assolutamente negati, mai iniziati, e che poi invece si scopriva che avevano percorso la stessa strada che sta percorrendo l’adeguamento sismico: l’AV5 chiedeva alla Regione il supporto tecnico per i carotaggi così come l’AV5 chiedeva alla Regione il supporto economico per l’adeguamento sismico. L’AV5 iniziava i carotaggi pagandoli di tasca propria; l’AV5 paga ora personalmente uno studio per l’adeguamento sismico (?). Uno strano modus operandi, riservato solo a noi!
Dunque ci chiediamo cosa ci sia sotto questa assurda storia dell’adeguamento sismico.
3) La spiegazione dell’arcano è semplice. La legge afferma che un ospedale di Comunità, o presidio territoriale (citato da Ceriscioli nell’agosto 2018 davanti ai Sindaci come futuro destino del nostro ospedale) non deve avere l’adeguamento sismico, invece obbligatorio per un ospedale di I livello o di Base, ma solo il miglioramento sismico (lavori molto meno complessi, come quelli che si stanno attuando sull’ospedale di Montegiorgio). Perciò la risposta è che il Madonna del Soccorso sarebbe destinato a diventare ospedale di Comunità (o presidio territoriale). E Ceriscioli avrà vinto.
4) Infine, per non tralasciare nessuna possibilità, ci potremmo aspettare che qualche altro tecnico dell’AV5 affermi, oggi o domani o dopodomani che, dopo lo studio, i lavori per l’adeguamento sismico debbano comunque essere eseguiti perché inevitabili (con quali finanziamenti? L’AV5 per caso ha già 5 milioni pronti?). In tal modo aumenterà ulteriormente la confusione perché, anche se si riesce a tirar fuori con molta fatica le notizie da questa Area Vasta così misteriosa, seguono sempre tempestivamente notizie confliggenti, tali da creare un clima talmente confuso da non far capire nulla a nessuno”.


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