SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una riunione di minoranza è andata in scena nel pomeriggio di ieri per discutere il contenuto della “famosa” diffida annunciata da San Benedetto nei confronti di Ceriscioli e che dovrebbe essere inviata a breve ad Ancona. In questo senso nella tarda mattinata di oggi ci sarà un’altra riunione fra le forze politiche.

Dal testo originale (clicca qui) sarebbero state eliminate alcune parti riportando il contenuto della diffida al contenuto della mozione votata dal consiglio all’unanimità a giugno. Tra le parti eliminate anche i riferimenti alla finaza di progetto visto che nessuna carta ancora, in questo senso, è trapelata dalla Regione.

Tra i contenuti della diffida c’è ancora la richiesta di San Benedetto per il nuovo ospedale sulla costa di Primo Livello, il ripristino di alcuni servizi, reparti e dotazioni di per il Madonna del Soccorso assieme alle questioni posti letto e utic che hanno tenuto banco in questi giorni (clicca qui). 

A firmare la diffida, però, a quanto pare, non sarà il consiglio, ma solo sindaco e Giunta. Lo spiega Rosaria Falco: “Nella mozione che votammo a giugno veniva conferito mandato al sindaco e alla giunta di mettere in atto le azioni a tutela della Sanità in città, la delibera ha valore che impegna la Giunta e il primo cittadino. Inutile chiedere la firma di tutti i consiglieri quindi, dopo che tutti l’avranno vista e condivisa, la firmeranno loro che governano la città”.

Dunque i consiglieri sembra non metteranno la firma sull’atto di diffida nonostante, materialmente, sia stato scritto almeno nella versione originale da alcuni di loro, gli aderenti al comitato “Salviamo il Madonna del Soccorso” (che conta tra i partecipanti Giorgio De Vecchis, la stessa Rosaria Falco e Marco Curzi). Lo stesso comitato aveva contribuito in maniera decisiva anche alla mozione Sanità di giugno. 

 


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