SAN BENEDETTO – Era ora. Finalmente il Comune di Ascoli è uscito allo scoperto confermando quando il sottoscritto dice da 20 anni e ha ribadito più volte recentemente. Il sindaco Fioravanti (mettendo il timbro a tutte le risposte-spiegazioni che ho dato ieri all’ex primo cittadino Castelli) ha espresso chiaramente la scelta del Comune ascolano per l’ospedale unico

“L’ospedale Mazzoni DEVE essere l’ospedale centrale (Unico cioè Ndd) perché è baricentrico tra mare e montagna quindi di 1° livello, nuovo ospedale decentrato (Centobuchi?) a San Benedetto ”. 

Uscendo allo scoperto Fioravanti e Castelli hanno fatto capire, senza ombra di dubbio, chi vuole la ‘guerra’ con la riviera. Vogliono, sulle orme del passato, l’egemonia e continuare, contro ogni evidenza, a considerare San Benedetto del Tronto  il paesotto di un tempo.

“A ’quelli giù’ fategli un nuovo ospedale”. Quindi, correggendo Castelli: non un altro ospedale di Primo Livello a Monteprandone. Ne basta uno. Che significa poi ‘nuovo’ è tutto da vedere. A me sembra una eclatante presa in giro.

Per la realizzazione della sua proposta, Fioravanti propone quindi un incontro tra i sindaci di Ascoli e di San Benedetto, insieme agli esperti della sanità e del Decreto Balduzzi, per elaborare una proposta unitaria entro settembre. Insomma in provincia interpretano la Legge in maniera diversa da Giorgio De Vecchis, Ripeto: chi vuole la ‘guerra‘ a questo punto?

La proposta della Regione Marche è invece questa: Pagliare ospedale di 1° Livello (viste le discordanze, la scelta è sicuramente più vicina al decreto Balduzzi. Ndd), a San Benedetto e Ascoli ospedali di base.

Inutile che ripeta che la proposta della Regione Marche è la più saggia e giusta oltre che diversa e corretta in meglio rispetto a quella iniziale. Cozza però con il complesso di superiorità dal quale, nonostante le evidenze dei tempi moderni, Ascoli Piceno non vuole recedere.

A questo punto sarebbe veramente ridicolo se la Riviera, il Comune sambenedettese in testa, non accettasse la proposta regionale che, tra l’altro, riporterebbe il “Madonna del Soccorso” al livello in cui  era prima che venisse smobilitato quindi di Base. Questa una modifica determinante a quella iniziale di Ceriscioli nel mese di settembre 2018. La Riviera non può che ringraziare.

Poi se in Riviera si preferisce avere un vero ospedale in Ascoli e non a Pagliare facciano pure. Sarebbero quindi ridicoli Baiocchi, Piunti, De Vecchis e Giorgini se continuassero a contestare la decisione regionale invece che farla contestare a Fioravanti & C.

Pare tra l’altro che starebbe per arrivare al Mazzoni un macchinario del valore di oltre due milioni. Che significa? Che Ascoli va avanti per la sua strada, solo per ritardare i tempi (a tanto serve e a nient’altro la loro scandalosa proposta) dell’iter regionale che penalizza loro e non la Riviera. Per la protesta tanto CI PENSANO i sambenedettesi, i massignanesi, i cossignanesi, i cuprensi eccetera eccetera.

Un grande monito va fatto anche alla Regione: hanno preso una decisione, la portino avanti. Cosa aspettano? Se Giorgini e Urbinati non spingeranno per far mettere la prima pietra saranno i primi ad essere mandati a casa  per la gioia dei loro avversari politici.

Una mia nota finale dopo un commento che è appena arrivato al giornale: Dire che Pagliare è lontana dalla costa è sbagliato come spiega molto bene un medico (andate a leggerlo): anche quando l’ospedale fu trasferito da via G. Pizzi a dove sta adesso si disse: “e mò su chi c’arreve”.


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