GROTTAMMARE – L’interrogazione della consigliera Alessandra Manigrasso al sindaco di Grottammare Enrico Piergallini verte  stavolta su un tema piuttosto delicato. Prendendo spunto dall’inchiesta avanzata dal quotidiano Left, la consigliera  5 Stelle pone l’accento sulla questione delle famiglie spezzate a causa dell’eccessivo ricorso all’allontanamento forzato dei bambini da padri e madri, il quale si teme vanga effettuato a volte in modo arbitrario. L’interrogazione prende spunto anche dal caso di Ferrara denominato “Angeli e Demoni”, che ha portato agli arresti domiciliari, alcuni medici, psicologi, assistenti sociali ed un Sindaco potenzialmente coinvolti in un meccanismo criminale che avrebbe allontanato bambini dalle proprie famiglie.

La L.R. 30/98 sugli Interventi a favore della famiglia prevede finanziamenti agli enti locali o altri soggetti pubblici da essi incaricati al fine di promuovere interventi di sostengo alla famiglia. Le risorse trasferite a livello locale, vengono ripartite sulla base di criteri relativi alla superficie territoriale e alla popolazione e sono redistribuite prevalentemente per favorire ed incrementare la natalità e l’adozione e per il superamento di situazioni di disagio economico e sociale.

Le domande della Manigrasso hanno perciò come fine quello a conoscere il livello di tutela dei minori soggetti ad affidamento:

  • Quanti sono attualmente i bambini allontanati dalla famiglia di origine e per quale durata e con quale motivazione;
  • Quale tipologia di affidamento extra familiare (specificando se trattasi di famiglia affidataria, singola persona, comunità di tipo familiare e istituto di assistenza pubblico o privato) si è ricorso;
  • In quanti casi di necessità e urgenza l’affidamento extra familiare è stato disposto senza porre in essere gli interventi dell’articolo 1, commi 2 e 3, della Legge 28 marzo 2001, n. 149 e da quali organi competenti;
  • A quale tipologia di affidamento extra familiare (specificando se trattasi di famiglia affidataria, singola persona, comunità di tipo familiare e istituto di assistenza pubblico o privato) si è ricorso per i casi di cui al punto precedente;
  • Quanti sono gli esiti positivi di rientro/riaffido del minore alla famiglia di origine
  • Quanti controlli gli organi di competenza di codesto ente hanno attivato negli ultimi cinque anni e con quali esiti.
  • Quanti i contributi economici messi a disposizione dal comune  per famiglia e per l’intero servizio affido
  • In che modo il comune promuove e sostiene il percorso di affid
  • Chi sono le figure che accompagnano il minore dall’allontanamento dalla famiglia di origine fino a quella affidataria
  • Modalità con cui vengono scelte le le  famiglie affidatarie.

 


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