SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Fin dall’inizio sappiamo che questa sarà una guerra contro la politica sanitaria di Ceriscioli (definita “arrogante”), una guerra che verrà combattuta nei tribunali perché abbiamo diritto a un ospedale fatto bene”.

Le parole sono di Nicola Baiocchi che nella serata del 17 luglio ha battezzato il quarto incontro pubblico del comitato “Salviamo il Madonna del Soccorso”, di cui è presidente, davanti a circa un centinaio di persone nella cornice dello chalet Brasil sul lungomare di San Benedetto. Il dottor Baiocchi, che parla per circa un’ora prima di rispondere alle domande dal pubblico, sviscera una serie di dati, evidenzia per l’ennesima volta le disparità fra Nord e Sud delle Marche (stavolta attraverso un esempio che riguarda le Potes turistiche e le differenze fra Gabicce Mare e Cupra Marittima) e si sofferma sull’edilizia ospedaliera, con particolare riferimento agli strumenti di finanziamento dei nuovi ospedali (project financing).

Parla Nicola Baiocchi

D’altronde uno degli argomenti più succosi è il nuovo ospedale Piceno che la Regione vuole costruire a Spinetoli ma che la costa vuole a San Benedetto. Anche a costo di intraprendere una battaglia legale: “Non appena uscirà un atto ufficiale per il nuovo ospedale a Pagliare del Tronto andremo dal Ministero e poi, se dovesse servire, al Tar, alla Procura e alla Corte dei Conti” tuona sempre Baiocchi “perché noi non vogliamo accordi politici ma quello che ci spetta”.

C’è spazio anche per qualche intervento della politica locale. Per esempio del consigliere regionale dei 5 Stelle Peppe Giorgini che inquadra il problema da un punto di vista politico: “Finché non avremo un Governatore del Piceno non conteremo niente in Regione e ogni anno ci ritroveremo qui a discutere dei soliti problemi perché il Sud delle Marche è l’Alabama” si avventura in un paragone abbastanza ironico il pentastellato.

Parola anche a Giorgio De Vecchis, tra i primi a teorizzare quella che ormai è la posizione ufficiale del comune di San Benedetto e, forse, presto anche di altri comuni vicini, ovvero: l’ospedale di primo livello va costruito sulla costa visto che San Benedetto avrebbe 150 mila persone di bacino di utenza, la soglia minima che per il decreto ministeriale 70 del 2015 dà diritto a una struttura di primo livello. “Fare un ospedale a Pagliare farà spostare la maggior parte degli abitanti della Provincia” ci mette poi il carico il consigliere comunale d’opposizione nonché tra i fondatori del comitato (assieme a Rosaria Falco, Marco Curzi e l’ex assessore Paolo Canducci, tutti presenti alla serata). E prosegue: “Un ospedale lì presenta una serie di costi diretti per la popolazione come quelli per gli spostamenti che nessuno vi rimborserà e anche una serie di costi indiretti legati, ad esempio, al traffico che può generare e a possibili incidenti” chiosa il consigliere.

Gli interventi di Peppe Giorgini e Giorgio De Vecchis

Il 18 luglio il comitato organizzerà un nuovo incontro a Massignano (in sala consiliare alle ore 21) visto che il Comune amministrato da Massimo Romani dovrebbe a breve presentare una mozione gemella di quella votata il 15 giugno dal consiglio sambenedettese e che chiede il ripristino di una serie di dotazioni e specialistiche al Madonna del Soccorso e l’indicazione a costruire il nuovo ospedale a San Benedetto o nella vicina Monteprandone. La stessa Monteprandone potrebbe votare un documento identico.

 


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