SAN BENEDETTO DEL TRONTO – C’è stata ieri l’udienza davanti al Gip del Tribunale di Vicenza Matteo Mantovani sul caso legato a Luca Fanesi, lo sfortunato tifoso della Samb finito per mesi in ospedale con il cranio fratturato dopo gli scontri del novembre 2017. La decisione però ancora non c’è stata visto che il giudice si è preso del tempo per decidere.

Luca Fanesi, a Vicenza lo striscione: “No all’archiviazione”

I due pubblici ministeri,Barbara De Munari e Giovanni Parolin, dopo  un anno e mezzo di indagini hanno chiesto l’archiviazione dato che nessun nome è stato inserito nel registro degli indagati. Si doveva decidere già ad aprile ma poi l’udienza è stata spostata a ieri, 12 luglio. La tesi della famiglia Fanesi, però,  è quella che Luca non sia caduto accidentalmente ma che le ferite siano state causate dall’azione degli agenti di polizia intervenuti per impedire che le due tifoserie arrivassero a contatto. Per questo l’avvocato Fabio Anselmo chiese già mesi fa di iscrivere nel registro degli indagati alcuni agenti del reparto mobile di Padova.

Qualche speranza da parte della famiglia. Max Fanesi, fratello di Luca ed ex giocatore della Samb (ora dirigente) dice a Riviera Oggi: “Nel 90% dei casi il Gip non decide subito e quindi questo differimento, credo di una decina di giorni, appare normale ma ci lascia comunque un po’ di speranza perché almeno, la decisione non immediata, ci fa pensare che la decisione debba almeno essere approfondita. Le eccezioni che abbiamo sollevato in questi mesi sono tante” ci dice Max con la famiglia che ovviamente spera che il giudice per le indagini preliminari ordini una proroga delle indagini.


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